Nissan oltre l’auto: la sfida ora è progettare un “ecosistema elettrico”

Infrastrutture, riutilizzo delle batterie, le auto come scorta di energia per i picchi di richiesta della rete: la casa giapponese presenta il suo nuovo approccio alla mobilità elettrica

L’attrice australiana Margot Robbie, ambasciatrice dell’elettrico per Nissan, con l’e-NV200 e la nuova Leaf


Pubblicato il 04/10/2017
oslo

La Nissan vuole andare “oltre l’auto elettrica”: avendo iniziato a lavorare sulle elettriche una decina di anni fa e avendo venduto più di 300.000 veicoli elettrici nel mondo, la casa giapponese ora pensa all’elettrificazione con un approccio più globale, che guardi appunto oltre l’automobile, alla rete e all’ecosistema. I pilastri del nuovo impegno sono quattro, e sono stati illustrati durante la conferenza Nissan Futures 3.0 di Oslo, città elettrica per eccellenza.  

 

CBALNEXTA

La nuova generazione della Nissan Leaf  

 

Sempre più furgoni in città  

 

Il primo pilastro dell’”ecosistema elettrico” sono i nuovi veicoli. Innanzitutto la seconda generazione della Leaf, le cui vendite aprono in questi giorni anche in Italia: il nuovo modello ha batterie più capaci (40 kWh contro 30) e dunque più autonomia della precedente (378 km dichiarati nel ciclo Nedc contro 280). Costa 37.490 euro nella versione di lancio 2.Zero, dotata di tutti gli optional, compreso l’“e-pedal” che permette di accelerare e frenare con un solo pedale. 

 

Ma nelle nostre città non circolano solo automobili: “Negli ultimi dieci anni, a Londra le macchine sono aumentate del 4%, ma il numero dei furgoni è cresciuto del 38% per il cosiddetto ’Amazon effect’”, cioè la crescente abitudini agli acquisti on line, ha detto il presidente di Nissan Europe, Paul Willcox, a Oslo. Per questo Nissan ha migliorato il suo furgone e-NV200 montando una nuova batteria da 40 kWh che dovrebbe offrire circa 100 km in più di autonomia. 

 

CBALNEXTA

Nissan e-NV200  

 

Mille nuove colonnine rapide  

 

Il secondo impegno è lo sviluppo delle infrastrutture: nei prossimi 18 mesi, Nissan promette di espandere del 20% la sua rete di ricarica rapida in Europa, aggiungendo mille punti di ricarica, per un totale di 5.600. Terzo punto, nuovi carica batterie: domestico da 7 kW di potenza che può ricaricare la Leaf in 5 ore e mezza, e da 22 kW per le aziende, per ricaricare i nuovi veicoli Nissan in due ore. 

 

CBALNEXTA

 

Guadagnare grazie alle batterie collegate alla rete  

 

Quarto e forse più interessante progetto, quello di sfruttare la ricarica bidirezionale “vehicle-to-grid” (cioè la possibilità che la batteria dell’auto restituisca l’energia alla rete) per ammortizzare il costo della corrente e dunque, virtualmente, per fornire energia “gratis” ai veicoli. Un mini progetto pilota con tre clienti è partito in Danimarca, e nel Regno Unito Nissan sta discutendo gli accordi con i fornitori di energia locali.  

 

Il principio è questo: poiché la richiesta di energia non è costante, ma segue un’andamento a onda tutti i giorni (con un picco fra le 16 e le 19), le batterie dei veicoli collegati alla rete potrebbero funzionare da utile “tampone”, assorbendo la corrente quando è necessaria e restituendola quando serve. I proprietari della macchine elettriche potrebbero farsi pagare il disturbo, guadagnando fino a 500 euro all’anno

 

CBALNEXTA

 

Progetti pilota per il progresso  

 

Nissan Europe ha presentato a Oslo anche tre progetti pilota destinati a migliorare le condizioni di vita delle comunità. Per venire incontro alle persone che hanno un difficile accesso alla corrente elettrica, e nel mondo sono 1,3 milioni, la casa giapponese vuole costruire un “microgrid” (cioè una rete elettrica indipendente) in un paese in via di sviluppo, per assicurare un migliore e più affidabile accesso alla corrente elettrica, con probabili ricadute positive su istruzione, sicurezza e sanità.  

 

Secondo progetto: collaborare con le amministrazioni locali, in Europa, per equipaggiare edifici residenziali con pannelli fotovoltaici, batterie domestiche xStorage (derivate dalle batterie automobilistiche ricondizionate) e car sharing elettrici. Terzo progetto, supportare le organizzazioni di soccorso delle aree periodicamente colpite da disastri naturali con specifici furgoni carichi di batterie che possano intervenire con una “scorta di energia” quando necessario. Tutti e tre i progetti saranno messi in atto nel corso del 2018 ed eventualmente estesi in caso di successo. 

 

CBALNEXTA

Il presidente di Nissan Europe, Paul Willcox, sul palco di Oslo con la nuova Leaf  

 

“Noi ci crediamo veramente”  

 

“Nessuno dei nostri concorrenti ha un approccio così esteso alla mobilità elettrica”, dice il presidente Willcox durante un’intervista con i giornalisti italiani. Alla domanda se anche Nissan, come già Smart, Volvo e BMW, abbia fissato una data per smettere di produrre auto con motori solo a benzina o solo diesel, Willcox risponde di no, così come resta vago sulla possibilità di affiancare auto ibride a quelle elettriche: “Sicuramente potremmo usare la tecnologia ibrida di Mitsubishi - dice Willcox -, ma l’acquisizione è soprattutto funzionale a raggiungere una massa critica sufficiente a sostenere gli investimenti”.  

 

Nissan, insomma, resta fedele alla benzina, al vecchio diesel e all’elettrico puro, senza mezze misure. “Ora le case tedesche si stanno convertendo all’elettrico, ma è una reazione alla crisi di reputazione, o ci credono veramente? Noi ci crediamo veramente”, dice Willcox, che prevede una forte accelerazione nell’elettrificazione: “Entro il 2027, il 30% delle auto in Europa avrà qualche forma di elettrificazione”. E agli altri costruttori che si apprestano a lanciare modelli elettrici dice pubblicamente: “Welcome to the party”.  

 

+++ Segui La Stampa Motori su Facebook! +++  

 

Che cosa ne pensi? Scrivi il tuo commento qui sotto!  

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home

Video Tuttoaffari.com
Trova l’auto giusta per te tra le occasioni proposte delle nostre concessionarie