Taxi condiviso, Wetaxi e Uici insieme per facilitare gli spostamenti di ciechi e ipovedenti

L’app della start-up torinese ora si può usare con i comandi vocali e avverte il tassista della disabilità del cliente


Pubblicato il 04/10/2017

Wetaxi, l’app che consente di prenotare e condividere taxi in tempo reale, e l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) uniscono le forze per facilitare gli spostamenti urbani anche a chi è affetto da disabilità visiva: il nuovo progetto verrà attivato a Torino, e prevede una serie di miglioramenti sull’applicazione per smartphone che consentirà a ciechi e ipovedenti di utilizzarla in sicurezza e con la massima efficacia. 

 

Lo scopo della collaborazione con Uici è migliorare l’accessibilità dell’app sfruttando le tecnologie di assistenza alla lettura presenti negli smartphone di ultima generazione. Per farlo, Wetaxi ha inserito la possibilità di indicare nel profilo se si è non vedenti e se si hanno cani guida, in modo da avvisare il tassista, che può quindi aiutare il passeggero a riconoscere la vettura e a salire a bordo. Grazie a sistemi come Talckback (su Android), e VoiceOver e Siri (su dispositivi iOS), chi è affetto da disabilità visiva potrà inoltre utilizzare l’app attraverso i comandi vocali e usufruire di tutti i servizi, tra cui conoscere in anteprima il costo della corsa e condividerla con altre persone. 

 

"Wetaxi è una start-up di giovani appassionati della mobilità: vogliamo rendere più efficiente e sicuro il modo in cui ci muoviamo", spiega Luca Gobbato, chief technical officer di Wetaxi, mentre Massimiliano Curto, amministratore delegato dell’azienda, ha aggiunto che “pur avendo lanciato la nostra app da pochi mesi, da subito abbiamo dato priorità alla collaborazione con Uici, perché abbiamo capito quanto potesse essere utile per i loro soci la possibilità di conoscere il prezzo massimo di una corsa taxi da prenotare e pagare tramite app". 

 

CBALNEXTA

 

Da parte di Uici, invece, è arrivato un invito alle aziende che si occupano di mobilità e trasporti affinché seguano l’esempio di Wetaxi, rendendo sempre più accessibili i loro servizi: “È stato fatto un lavoro in piena sinergia che consentirà ai non vedenti di utilizzare l'applicazione in totale autonomia - ha sottolineato Franco Lepore, presidente Uici Torino -. Questo dovrebbe far riflettere, poiché si possono raggiungere ottimi risultati in tema di accessibilità anche senza particolari finanziamenti: basta volerlo". 

 

Non è la prima volta che la tecnologia si muove in aiuto di ciechi e ipovedenti cercando di rendere più accessibile il contesto in cui si trovano: nel gennaio del 2016 il danese Hans Jorgen Wiberg ha ideato “Be My Eyes”, un’app che consente a chi è affetto da disabilità visive di contattare un numero verde gestito da volontari che si mettono a disposizione per descrivere l’ambiente che lo circonda sfruttando la fotocamera dello smartphone. Un’invenzione che si è rivelata particolarmente utile nei contesti urbani, per controllare gli orari dei mezzi pubblici, vedere gli attraversamenti pedonali e leggere i numeri civici. Aspetti della vita quotidiana che, per chi non vede, diventano sfide impossibili da affrontare da soli. 

 

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