In vendita la fotocamera che trasforma ogni macchina in quella di Google Street View

In commercio uno dei primi apparecchi “a 360°” che hanno ricevuto da Big G il certificato per scattare immagini per l’applicazione: basta montarlo sul tetto


Pubblicato il 06/10/2017

È diventato uno strumento indispensabile per milioni di persone in tutto il mondo, concedendo la possibilità di guardare vie, piazze e strade (e tutto ciò che le circonda) da uno schermo anche a migliaia di chilometri di distanza. Ma per garantire il funzionamento di Google Street View e il suo aggiornamento è indispensabile il contribuito di tutti. Ed è così che Google ha deciso non soltanto di avviare un programma che consente di partecipare in prima persona alla raccolta di immagini, ma anche di fornire ad alcuni produttori di macchine fotografiche e videocamere una “certificazione” che li consacra di fatto come strumenti di Big G validi per partecipare al programma. 

 

Come funziona il programma  

 

“Street View Ready” è stato presentato lo scorso maggio, con l’annuncio che 20 fotocamere e videocamere in uscita nel 2017 avrebbero ricevuto la certificazione per catturare e caricare immagini per Street View. Requisito indispensabile, la possibilità di scattare a 360 gradi, dopodiché le categorie in cui sono state divise sono quattro: “mobile”, fotocamere che consentono di caricare foto su Street View attraverso un’app del cellulare; “auto”, fotocamere da posizionare sulle auto; “VR”, apparecchi pensati per creare contenuti per la realtà virtuale; e “Workflow-ready”, fotocamere dotate di strumenti per la pubblicazione interattiva sugli account Street View. 

 

CAIBAL

Una delle auto di Google, che dispone anche di tricicli, zaini, carrelli e persino motoslitte  

 

Quali sono le fotocamere certificate  

 

Nei giorni scorsi Google ha dato l’ok a una delle prime fotocamere “auto-ready”, che trasformano cioè qualsiasi auto in un mezzo “omologato” per Street View una volta montato lo strumento sul tettuccio: si tratta dalle Insta360, fotocamere a risoluzione 8K in grado di scattare immagini sino a 5 fotogrammi al secondo, con la stabilizzazione in tempo reale integrata. L’apparecchio può essere controllato direttamente dall’applicazione Street View, e foto e video possono essere caricati direttamente dal software: trascorso il tempo necessario all’elaborazione, le immagini potrebbero comparire su Street View, Google Maps e Google Earth, e, come fa notare The Verge, essere attribuite all’autore. 

 

Autore che potrebbe diventerebbe dunque un vero e proprio “contributor” per Mountain View (con conseguente remunerazione economica) e che, dopo 50 foto sferiche pubblicate, potrebbe ricevere il badge di professionista certificato e partecipare anche al programma Local Guides, firmato proprio da Google. L’investimento iniziale? Circa 3.500 dollari, il costo della Insta360. A meno che l’azienda non decida di fornire ai più prolifici fotografi e “mappatori” uno dei suoi 50 modelli in comodato d’uso gratuito.  

 

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