Impresa di Nibali al Giro di Lombardia: stacca tutti e fa il bis nell’ultima Classica

ANSA


Pubblicato il 07/10/2017
Ultima modifica il 11/10/2017 alle ore 15:26
INVIATO A COMO

Straordinaria impresa di Vincenzo Nibali nel 111° Giro di Lombardia. Con un’azione da ciclismo d’altri tempi, il fuoriclasse siciliano ha staccato tutti negli ultimi 20 km della corsa e vinto in solitaria la più dura fra le cinque Classiche Monumento, che era già stata sua due anni fa. Secondo si è piazzato il giovane francese Alaphilippe, a una trentina di secondi da Nibali, poi il gruppetto degli altri inseguitori è stato regolato da Gianni Moscon.  

 

La corsa da Bergamo a Como, 247 chilometri e oltre 4 mila metri di dislivello, rappresenta l’ultimo grande appuntamento della stagione. Ben quattro le salite da scalare negli ultimi 70 km: il Ghisallo, il Muro di Sormano (coonn un tratto al 27%!), il Civiglio e il San Fermo della Battaglia proprio prima della picchiata verso il Lago di Como. Poca pianura, dunque, e molta discesa per ii tanti pretendenti alla vittoria finale nella quinta e ultima classica monumento del calendario.  

 

Dopo pochi km sono partiti all’avanguardia Davide Ballerini (Androni Sidermec), Jacques Jense Van Rensburg (Dimension Data), Lorenzo Rota (Bardiani CSF), Matthias Le Turnier (Cofidis), Pier Paolo De Negri (Nippo Fantini De Rosa) e Lennard Hofstede (Sunweb). Più avanti si sono mossi anche De Plus (Quick Step), Torres (Androni Sidermec), Roglic (Lotto Nl Jumbo), Polanc (UAE Team Emirates), Teuns (BMC), Cherel (Ag2r La Mondiale), Herrada (Movistar) e Grivko (Astana).  

 

La salita del Ghisallo, però, ha rimescolato le carte, con il gruppo sempre più vicino ai superstiti fra i fuggitivi della prima ora. Molto spettacolare poi il passaggio sul terribile Muro di Sormano, con Nibali e Aru attenti nelle primissime posizioni del gruppo, a dettare il ritmo. In vetta al Sormano è transitato per primo Cherel, a 24” De Plus, mentre i migliori hanno scollinato con 43” di ritardo dal fuggitivo solitario.  

 

 

Poco dopo, a circa 40 km dal traguardo, lungo la discesa dal Muro di Sormano c’è stata una terribile caduta: il belga Laurens De Plus, che era secondo, ha perso il controllo della bici in una curva a destra ed è finito violentemente contro il guard-rail, precipitando poi nella scarpata sottostante. Un impatto spaventoso, ma per fortuna il corridore della Quick Step se l’è cavata “solo” con profonde ferite a una gamba senza fratture, ma poteva andargli molto, molto peggio. Nel tratto in falsopiano prima del Civiglio in testa si è formato un quartetto formato da Cherel, che era stato ripreso, Gilbert, Bilbao e De Marchi. 

 

 

All’inizio della penultima salita dal gruppo dei big ci ha provato Vuillermoz, stoppato da Quintana e Nibali, poi è stata la volta di Moscon, che ha di nuovo scatenato la reazione di Nibali, con Uran e Quintana a ruota. I quattro fuggitivi sono stati ripresi e a 18 km dal traguardo è stato allora Pinot a prendere l’iniziativa, ma ancora Nibali ha guidato i migliori alla rincorsa. 

 

A meno di 1 km dallo scollinamento ancora Nibali si è alzato sui pedali ed è andato da solo a riprendere Pinot, buttandosi con lui nella successiva discesa, lungo la quale il siciliano ha tentato più volte di staccare il francese. Allle spalle dei due Uran ha staccato a sua volta i rivali e si è lanciato all’inseguimento della coppia di battistrada. Incredibile in discesa Nibali, capace anche di saltare letteralmente un paio di dossi come se stesse montando un destriero.  

 

Finita la discesa, a 10 km dal traguardo Nibali a 55 km orari ha staccato di 7” Pinot, poi più indietro Uran, quindi il gruppo a 43” secondi. E’ iniziata così l’ultima salita, il San Fermo della Battaglia, con Nibali sempre battistrada, Pinot a 15”, gli altri a una quarantina di secondi. Davvero entusiasmante l’azione del campione siciliano nell’ascesa decisiva, con Pinot sempre più lontano e dietro all francese anche Uran ormai rassegnato e raggiunto dagli inseguitori, fra i quali i più brillanti sono parsi Rosa, Aru e Alaphilippe.  

 

Proprio Alaphilippe è stato il primo a raggiungere Pinot poco prima dello scolllinamento, gettandosi poi nell’ultima discesa all’inseguimento di Nibali. Che però ha amministrato benissimo il proprio vantaggio e ha mantenuto un nettissimo vantaggio al traguardo, secondo è giunto Alaphilippe a 28”, terzo Moscon a 38”, quindi con lo stesso tempo Pinot, Pozzovivo e Aru, settimo Nieve a 40”, ottavo Quintana a 42”.  

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