Bassani: “Presto vedremo vele autogonfiabili”

Il patron di Wally Yacht guarda avanti. “Il green sulle barche grandi? Mi sembra un po’ ipocrita. Risparmi con la barca e poi viaggi in aereo privato e consumi in 4 ore quanto una stagione nautica...”. Il nuovo Wallycento Tango e la partnership con Nobiskrug

Luca Bassani Antivari (credit Gilles Martin-Raget)


Pubblicato il 10/10/2017
Ultima modifica il 10/10/2017 alle ore 21:42

Luca Bassani Antivari guarda all’orizzonte della barca forse con lenti diverse rispetto ad altri suoi “colleghi”. Bocconiano, erede della Bticino fondata dal padre Nanni, patron di Wally Yachts (da Wally Gator, il nome del coccodrillo dei cartoni animati di Hanna e Barbera, con cui ha battezzato la sua prima barca, concepita con Luca Brenta nel 1991), ha aperto il suo cantiere nel 1994 e da allora anticipa i tempi. 

 

Bassani, quale sarà la vela di domani?  

“Nelle barche da regata-crociera gli scafi diventano più larghi, leggeri, plananti grazie all’utilizzo di nuovi materiali. Probabilmente le vele alari, rigide, mutuate da quelle dell’ultima Coppa America, miglioreranno ed entreranno anche sul mercato delle barche “normali”. Ci sono anche vele che si auto-gonfiano col vento, regolabili come quelle tradizionali. Tutto nel nome della velocità, perché ci si diverte di più”. 

 

Anche le barche per famiglie monteranno i foil, le derive che fanno volare gli scafi?  

“Non ne sarei così sicuro” 

 

 

Il Wallycento Tango (credit Gilles Martin-Raget) 

 

E le imbarcazioni a motore?  

“La ricerca punta a migliorare il passaggio nell’onda, per aumentare anche in questo caso la performance a parità di velocità. Cambia il disegno dello scafo, le prue si raddrizzano. Pensare che quando le avevo fatte io, la prima volta, con Wallypower, mi avevano dato del pazzo”. 

 

E sul fronte dei motori? Prosegue la marcia verso l’abbattimento dei consumi e delle emissioni?  

“I numeri della nautica non giustificano le spese della ricerca, la svolta la farà l’auto e poi noi probabilmente ci accoderemo. Motorizzazioni totalmente elettriche non le vedo ancora, perché prima bisogna risolvere il problema delle batterie, che per questioni di peso non possono essere giganti, e del loro caricamento. Meglio ibridi, la tecnologia c’è già e risolvi il problema col generatore”. 

 

Sulle barche grandi?  

“I motori ibridi vanno bene anche per quelle piccole, perché ti consentono di navigare di notte in versione elettrica senza rumore del motore. Incluse quelle a vela. Sulle grandi il motore non lo senti comunque. E poi, il green sulle maxi-barche mi sembra un po’ ipocrita: ma risparmi emissioni con l’ibrido e poi viaggi con l’aereo privato e inquini in quattro ore quanto tutta la stagione con la barca…”. 

 

Al recente Salone di Monaco che ha presentato?  

“Nella vela abbiamo presentato il nuovo Wallycento Tango, poi il progetto di un 44 metri veloce e quella di un 24 metri One design in carbonio che costa il 30% in meno degli altri, ha gli stessi spazi di un 30 metri ma si può governare in sole due persone, di serie ma con la possibilità di scegliere gli interni. Nel motore, invece, abbiamo annunciato una partnership strategica per costruire imbarcazioni oltre 100 metri con il cantiere tedesco Nobiskrug”.  

Cantiere fondato nel 1905 a Rendsburg, sul canale di Kiel., che costruisce barche da 197 a 303 metri. I due marchi hanno presentato il progetto di un nuovo “explorer” di 272 piedi, con interni firmati dallo studio britannico Winch Design. Tra le curiosità di bordo, una piscina di 2 metri per 20.  

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