Ma Milano vuole prendersi la partnership con Francoforte


Pubblicato il 11/10/2017
Ultima modifica il 19/10/2017 alle ore 02:30
FRANCOFORTE

Grandi aspettative e molta curiosità a Francoforte: gli editori italiani, come sempre presenti in forze, guardano con interesse all’apparente ripresa del dialogo fra il Salone del Libro di Torino e Tempo di Libri, la fiera milanese la cui prima edizione è stata organizzata la scorsa primavera. Si chiama Spazio Italia lo stand collettivo dove le due fiere si trovano a poca distanza l’una dall’altra: più di cinquecento metri quadrati coordinati dall’Associazione Italiana Editori, dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane. Vi sono riuniti 118 dei 235 editori italiani presenti a Francoforte e alla sua inaugurazione, cui seguirà la presentazione del «Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2017», oltre al console Maurizio Canfora è atteso Ricardo Franco Levi, presidente dell’Aie e prossimo presidente di quella Fabbrica del Libro organizzatrice di Tempo di Libri. La rivalità con il Salone del Libro di Torino non è del tutto sopita e la fiera milanese nonostante le dichiarazioni pacifiche di Levi non nasconde l’intenzione di diventare partner della Buchmesse. Al posto del Salone. 

 

Mentre si definiscono le prossime alleanze gli oltre settemila espositori provenienti da più di cento Paesi e i circa 10 mila giornalisti andranno a comporre da oggi a domenica, assieme ai visitatori (circa 278 mila lo scorso anno) una città fatta di cultura: milioni di libri, migliaia di presentazioni, tavole rotonde e incontri. La Francia, Paese ospite d’onore, propone oltre cento autori, per un programma - «Francfort en français/ Frankfurt in French» - fatto di letteratura francofona ma anche di graphic novel e libri per i giovani. 

 

E dopo alcuni anni in cui la Buchmesse ha registrato un calo di espositori e di presenze (rispettivamente meno sei e meno venti per cento), l’edizione 2017 è stata aperta da Angela Merkel e da Emmanuel Macron all’insegna dell’ottimismo. Il direttore Jürgen Boos ha sottolineato come si tratti di un ulteriore segno del legame fra i due Paesi, e del loro comune impegno per un’Europa forte e unita.  

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