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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 11/10/2017.
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Al “Certamen” il dramma dei migranti è un racconto in versi in stile virgiliano

All’Università La Sapienza il tema erano i “viaggiatori del nostro tempo”

Il latino lingua morta? La prima gara (certamen, per dirla secondo gli antichi romani) organizzata dall’Università La Sapienza dimostra il contrario Ai partecipanti la commissione composta dai docenti Leopoldo Gamberale, Michelina Panichi, Andrea Cucchiarelli e Michela Rosellini ha chiesto di raccontare i viaggiatori del nostro tempo. Hanno partecipato una decina di studenti da tutt’Italia, quelli che si sono sentiti in grado di misurarsi con una prova di alto livello come scrivere un testo latino sotto forma di poesia o prosa. Qualcuno è andato sul sicuro e ha svolto il compito senza discostarsi dallo stile classico. Qualcun altro, invece, ha invece deciso di andare oltre, raccontando il viaggio dei migranti antichi ma anche quello dei profughi moderni. Il primo classificato si chiama Nicolò Campodonico, studia alla Normale di Pisa e ha creato un testo di 250 esametri seguendo lo stile delle Bucoliche virgiliane, unendo il tema dell’emigrazione intellettuale all’emergenza dei flussi migratori dall’Africa in Italia. «Quale motivo di fuga ti allontana dalla patria?», chiede Alfesibeo, maestro di canto alla sua allieva Amarillide. «La disoccupazione», risponde la giovane artista. Oppure, dopo alcuni versi : «Preso il denaro, gli scafisti li spingono nellla nave ridendo (...) Non appena dalla nave appaiono a loro le coste della Trinacria/Un tumulto si leva e la gioia cresce in fretta...».  

 

Il giovane Nicolò Campodonico ritirerà domani a Roma il primo premio, 400 euro. Al secondo posto Marco Fattori, studente del Corso di laurea in Lettere della Sapienza. Al terzo posto Alessandro Froio, al primo anno della Facoltà di Medicina della Sapienza, ma all’epoca del bando uno studente del Liceo Tacito. 

 

Nel frattempo la commissione sta mettendo a punto le iniziative necessarie per andare avanti. «Il successo dell’iniziativa dimostra che il latino non è una lingua morta, anzi sopravvive nei dialoghi quotidiani perché è all’origine delle strutture grammaticali e morfosintattiche che adoperiamo - spiega Andrea Cucchiarelli, docente di Letteratura Latina alla Sapienza - Inoltre lo studio di questa, come di altre lingue antiche, può stimolare, soprattutto nei giovani, curiosità e capacità critica. È come navigare in rete: si possono scoprire mondi lontani, creando infiniti link con il passato». 

 

Per questo motivo il Certame farà parte di diverse iniziative organizzate per svolgere una funzione di stimolo alla conoscenza e alla pratica della lingua latina e valorizzandone la parte più viva, come già accade con la certificazione linguistica. 

 

flavia amabile
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