Benvenuti a Qalatga Darband, in Iraq, nella città perduta di Alessandro Magno


Pubblicato il 11/10/2017
Ultima modifica il 11/10/2017 alle ore 05:37

Per due millenni non ha visto la luce, sepolta sotto la sabbia e la vegetazione. Ma ora Qalatga Darband può tornare a splendere. Sulle rive del lago artificiale Dokan, nel Kurdistan iracheno, gli archeologi del British Museum hanno annunciato il ritrovamento di un'antica città fortezza, punto d'appoggio per i soldati e i mercanti in transito tra Iraq e Iran  

 

NOEPEN

 

Un insediamento fortificato non lontano dell'odierna Mosul, in quella che un tempo era la Mesopotamia, di cui non si conosce l'anno esatto di fondazione, ma si pensa sia riconducibile attorno al 331 a.C., lungo la strada percorsa da Alessandro Magno dopo avere sconfitto Dario III di Persia nella battaglia di Gaugamela. Insomma, una «città perduta» di cui si erano perse completamente le tracce. 

 

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Lo studio è stato finanziato dall'Iraq Emergency Heritage Management Training Scheme, programma sostenuto dal governo britannico con tre milioni di sterline per aiutare i ricercatori iracheni a identificare gli inestimabili tesori minacciati dall'Isis. Ed è stato possibile grazie all'aiuto dei droni, che hanno evidenziato irregolarità nel terreno che hanno permesso di «leggere» il sottosuolo, indicando precisamente dove scavare. 

 

AFP

 

Gli studiosi inglesi avevano individuato i contorni della città già vent'anni fa, nel 1996, analizzando immagini degli Anni 60 riprese dai satelliti spia americani. Poi, a causa del conflitto in corso, le ricerche sono state a lungo rimandate. Ora gli scavi dureranno almeno fino al 2020, ma intanto hanno riportato alla luce le mura fortificate, edifici, tegole di tetti, alcune statue e delle presse in pietra che probabilmente servivano per la produzione di olio o vino.  

 

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«E’ una tecnica nuova, che non era ancora stata utilizzata in archeologia», ha spiegato il professor John McGinnis, direttore dell’Iraq Emergency Heritage Programme. «Nei punti in cui ci sono le mura sotterranee, il grano non riusciva a cresce come negli altri punti e quindi si potevano notare le differenze». 

 

AFP

 

Con le immagini aeree e i reperti rinvenuti è stato possibile disegnare una «mappa» della città, che all'interno delle sue mura custodiva monumenti, empori e laboratori. «Pensiamo fosse una cittadina con una grande valenza economica sulla strada fra Iraq e Iran. Su quella strada passò l’esercito di Alessandro Magno. E si possono immaginare i suoi successori che ci si fermavano a rifocillarsi e a bere». 

 

 

 

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