Sant’Elena: al via i voli, l’isola di Napoleone spera nel turismo


Pubblicato il 11/10/2017
Ultima modifica il 11/10/2017 alle ore 12:33

Per 500 anni l’isola di Sant’Elena è stata raggiungibile solo via mare, dopo una traversata di cinque giorni con partenza settimanale da Cape Town, a bordo della «Royal Mail ship St Helena», pagando un biglietto molto salato. Un luogo sperduto passato alla storia come ultima dimora di Napoleone Bonaparte che vi morì il 5 maggio 1821. Adesso le cose cambiano. Dal 14 ottobre il territorio britannico d’oltremare, piccolo fazzoletto di terra di 120 chilometri quadrati nel mezzo dell’Oceano Atlantico, vivrà una vera rivoluzione: sarà servito da un regolare volo di linea. All’aeroporto di Jamestown atterrerà una volta a settimana la compagnia aerea sudafricana Airlink. Con partenza da Johannesburg e Città del Capo, in circa sei ore di volo, turisti e curiosi potranno scoprire una destinazione fuori dal mondo.  

 

 

L’aeroporto passeggeri dove atterreranno i voli della Airlink, è stato costruito in pochi mesi ed è costato circa 300 milioni di euro. È stato inaugurato nel maggio 2016 alla presenza del principe Edoardo, quartogenito della regina Elisabetta. L’evento, inizialmente fissato per il 21 maggio, era slittato a causa di forti venti. Da allora hanno atterrato solo aerei privati. Lo scorso agosto la Airlink ha ottenuto l’ultima autorizzazione dell’Autorità dell’aviazione civile sudafricana dopo aver fatto atterrare a Sant’Elena, a maggio, un Avro Rj85, primo volo charter di prova. Il servizio di andata e ritorno settimanale prevede uno scalo tecnico all’aeroporto internazionale di Windhoek, capitale della Namibia. Per ora l’aereo in servizio, un Embraer E190, avrà una capienza di soli 76 posti, che diventerà di 87 con un cambio di modello in servizio dal 2018. 

Secondo la tabella di marcia ufficiale resa nota dalla compagnia aerea sudafricana, il terzo fine settimana di novembre verrà inaugurata la tratta Sant’Elena-Georgetown Wideawake, sull’isola di Ascensione, anch’essa scoperta nel 1801 dal navigatore da Nova. 

 

 

Costo dei biglietti? La tariffa base andata-ritorno a destinazione di Sant’Elena con partenza da Città del Capo sarà attorno ai 1.050-1.103 dollari. Il collegamento, già battezzato dalla stampa britannica «il più inutile al mondo», usufruisce di una sovvenzione del governo britannico per il primo anno di messa in servizio. Finora l’aeroporto locale, molto battuto da forti venti, serve soltanto a evacuazioni sanitarie e a jet privati. Con una pista lunga 1.950 metri, è stato concepito per accogliere aerei mono corridoio Airbus o Boeing con capienza ridotta di passeggeri. 

 

Tornando indietro nel tempo, Sant’Elena è stata per diversi secoli un’isola internazionale e molto ambita dalle grandi potenze mondiali. Venne scoperta nel 1502 dal navigatore galiziano Joao da Nova con una nave, salpata dal Portogallo, e tra i membri del suo equipaggio figurava l’esploratore fiorentino Amerigo Vespucci. L’isola totalmente disabitata fu battezzata col nome di Sant’Elena di Costantinopoli, in onore della moglie dell’imperatore Costanzo Cloro e madre dell’imperatore Costantino I, chiamata anche Sant’Elena Imperatrice. 

 

Quel fazzoletto di terra ebbe un’importanza strategica per le imbarcazioni che dall’Asia facevano rotta verso l’Europa e il Sudamerica: lì potevano attraccare per fare rifornimento di acqua e cibo. Dopo i portoghesi, nel 1645 l’isola venne occupata dagli olandesi e dieci anni dopo dagli inglesi, che ne entrarono in possesso ufficiale nel 1673. 

 

Arresosi agli inglesi nel 1815, Napoleone Bonaparte, con un viaggio durato tre mesi, venne trasferito a Sant’Elena. L’isola fu scelta dagli inglesi proprio perché così remota e sperduta da rendere impossibile ogni tentativo di fuga dell’imperatore decaduto, diversamente da quanto accade all’Elba. 

 

 

Nel 1836 la visitò persino il naturalista Charles Darwin. Nel 1858 Longwood House, dove Napoleone risiedette, e Sane Valley, dove fu inizialmente sepolto prima del trasferimento della salma a Parigi, sono diventati possedimenti del governo francese, ceduti dal Regno Unito. Ma da quell’isolamento Sant’Elena e la sua popolazione non sono mai usciti. Ad abitarla sono circa 4.200 persone che vivono di pesca e agricoltura e per molti anni hanno avuto il monopolio per la produzione di spaghi per i pacchi postali britannici. A metà degli anni ’90 del secolo scorso, gli abitanti di Sant’Elena, i «Saints», scatenarono diversi tumulti, accusando di «comportamento dittatoriale» il governatore designato dal Regno Unito. Complice una dura crisi economica, chiedevano di poter essere considerati veri e propri cittadini britannici per poter emigrare nella madrepatria, cosa che dal 1981 gli era impedita in base a una legge, dal 1998 poi cambiata in loro favore. 

 

Con l’inaugurazione di un volo di linea l’isola potrebbe rivelarsi un luogo turisticamente interessante, quindi generare nuove attività economiche. Sant’Elena non ha le tipiche caratteristiche dell’isola esotica, ma è vulcanica e i tre quarti delle sue coste sono a picco sul mare. Solo un lato è pianeggiante, ma roccioso e l’interno è ricoperto da foreste. Nel capoluogo di Jamestown si trova un piccolo porto nel quale le navi non possono attraccare, proprio perché troppo esiguo, quindi per arrivare a terra bisogna trasbordare con gommoni. 

 

 

Dal porticciolo parte la spettacolare scala di Giacobbe, composta da 699 gradini e ripidissima, costruita dopo lo smantellamento di una vecchia funicolare, che collega Jamestown alla collina di Ladder Hill. Con un patrimonio naturalistico più unico che raro, Sant’Elena offre ai visitatori la possibilità di scoprire specie vegetali e animali endemiche, come nel Diana’s Peak National Park, 823 metri sopra il livello del mare e un panorama mozzafiato sull’intera isola. Si può anche riaprire il libro della storia e partire sulle tracce dell’ex generale della Corsica, festeggiato dai Saint’s ogni anno il 5 maggio. Una visita-pellegrinaggio in tre luoghi al costo di dieci dollari: Longwood House, la residenza di Napoleone Bonaparte, Pavillion Briars, dove morì, e la sua sepoltura.  

 

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