Cinema e carcere, “Cinevasioni” premia Carlo Delle Piane

Foto di Elisa Russo


Pubblicato il 11/10/2017
Ultima modifica il 11/10/2017 alle ore 20:23
bologna

C’è un festival del cinema tutto speciale, che non va in scena alla Croisette né al Lido di Venezia, ma nella sala teatro di un carcere, la casa circondariale della Dozza a Bologna. “Cinevasioni”, giunto alla sua seconda edizione, ha premiato uno dei protagonisti del cinema italiano, Carlo Delle Piane, cui è andato il riconoscimento alla carriera che l’anno scorso era stato dato a Claudia Cardinale.  

Nel caso di Delle Piane, di cui è stato proiettato Chi salverà le rose, di Cesare Furesi, che lo vede sul set insieme a Lando Buzzanca, siamo ben lontani dall’aura da star che circonda la Cardinale: l’attore ha partecipato a oltre cento film, 104 per la precisione, riuscendo a superare la dimensione di caratterista che lo ha accompagnato per una parte importante della sua carriera, complice il naso da rapace e l’espressione da ragazzino impudente che lo rendeva ottima spalla di gente come Totò, Aldo Fabrizi, Vittorio Gassman. 

 

Pupi Avati ne ha evidenziato la vena drammatica, ben presente in ogni buon attore comico, in quel capolavoro minimal di provincia che è Regalo di Natale, realizzando la stessa impresa con Diego Abatantuono, che in quel film rivelò la sua verve più malinconica e riflessiva. Anche Chi salverà le rose è legato alla pellicola di Avati, essendone una sorta di derivazione che aggiunge alla figura di Delle Piane quella di un altro attore usato ben di rado nelle sue corde drammatiche, Lando Buzzanca, qui nelle vesti del compagno del primo in una delicata storia d’amore fra due uomini anziani. 

 

Ma al di là degli attori di vaglia, Cinevasioni va segnalato per l’originalità dell’idea, che oltre alle proiezioni consiste nella partecipazione di un gruppo di detenuti, orientati al mezzo espressivo del cinema e destinati a formare la giuria del festival, che viene organizzato dall’Associazione documentaristi Emilia Romagna in collaborazione con la direzione del carcere e col ministero della Giustizia, col contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Gruppo Hera, Coop Alleanza 3.0 e col supporto di Rai Cinema. 

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