MiMoto, lo scooter sharing elettrico che parla italiano parte dal centro di Milano

Il servizio sarà attivo da sabato 14 ottobre con 100 motorini elettrici Askoll


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 13/10/2017 alle ore 06:08

MiMoto è l’alternativa italiana alla solita mobilità. È un servizio di motorini elettrici in condivisione che debutta sabato 14 ottobre a Milano, con una flotta di 100 Askoll ES2. I modelli vengono prodotti e sviluppati in Veneto, mentre i tre ideatori del progetto hanno studiato nella capitale finanziaria d’Italia, ma arrivano dal Sud. Ci sono i due salentini Vittorio Muratore (33 anni) e Alberto Vincenti (31) ed il napoletano Gianluca Iorio (29).  

 

Il terzetto ha lavorato per alcuni anni al progetto che adesso è diventato la principale attività. Oltre alle rispettive lauree, i tre investono nel progetto le esperienze maturate nel marketing (a Mediaset e Sky), negli studi legali (anche all’estero) e nella consulenza finanziaria (per società importanti). MiMoto è italiana anche nella polizza assicurativa, che è firmata da Nobis, e nell’energia, che viene fornita da PLT Pure Green.  

 

Perfino le semplici indicazioni su come impiegare la immancabile applicazioni per smartphone (iOS o Androind) sono in italiano: cercami, accendimi, mollami. Il servizio di motorini elettrici condiviso copre i principali distretti universitari di Milano (Cattolica, Bocconi, Bovisa, Città Studi/Politecnico e IULM), oltre che l’area più centrale (tra i Navigli, Città Studi, Lambrate, Morivione, Calvariate, De Angeli e San Siro). 

 

CAIBAL

 

Gli Askoll si possono prelevare e rilasciare liberamente all’interno della superficie coperta dal servizio a tariffe interessanti, che scattano da 23 centesimi di euro al minuto (9 per la sosta) ed arrivano a meno di 24 euro al giorno. Sono omologati per due posti e, nel bauletto, dispongono anche di due caschi.  

 

Come sempre, chi li utilizza deve prima registrarsi e poi non deve più preoccuparsi di nulla. Per peso e dimensioni, i motorini italiani a zero emissioni sono anche facili da sistemare sul cavalletto. Dispongono di tre modalità di guida con un’autonomia che nella peggiore delle ipotesi è dichiarata non inferiore ai 50 chilometri. Anche se del piano di espansione nessuno parla, l’ipotesi che dopo Milano il servizio venga offerto in altre città. Magari non solo italiane. 

 

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