Per leggere La Stampa Premium è necessario essere abbonati.
scopri l'offerta
acquista
Società
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 12/10/2017.
Dopo 7 giorni il contenuto è a disposizione per tutti i lettori, clicca qui per scoprire La Stampa Premium.

Quattro generazioni unite dall’amore per la Pro Vercelli

Una famiglia di tifosi da record

E' proprio vero che quando c'è l'amore, la distanza non conta. E dove non arriva il sentimento può arrivare l’archivio di un giornale. Può dirlo forte Giorgio Benedetto, classe 1962, che nel 1993 ha abbandonato Vercelli trasferendosi ad Aosta, dove ha sposato Cristiana, «scomparsa, purtroppo, 15 anni fa», e - sempre dal 1993 - ha incominciato a fare il tifoso pendolare percorrendo ogni fine settimana il percorso inverso: 120 chilometri dalla Valle allo stadio «Robbiano-Piola» per tifare Pro Vercelli. Quasi un quarto di secolo senza mai perdere una partita: «Perché le Bianche Casacche sono un "morbo" - spiega Giorgio - da cui è impossibile guarire». Sempre al fianco di suo figlio Andrea - che a dicembre compirà 18 anni - non si è perso una partita casalinga nemmeno quando la Pro Vercelli fu costretta, all'inizio della stagione 2012-2013, a giocare nell'ancor più lontana Piacenza, per l’adeguamento del catino di via Massaua: «Anche in quel caso non ci fu problema, la passione prese il sopravvento». 

 

Già, la passione, che nel caso dei Benedetto si fa smisurata: Giorgio è il trait d'union col giovane Andrea di una tradizione casalinga vecchia praticamente quanto la Pro Vercelli. Il bisnonno Mario, classe '900, ebbe la fortuna di vedere i Sette Scudetti, Carlo, nonno di Andrea e papà di Giorgio Benedetto, si innamorò così tanto delle Bianche Casacche, che produsse, insieme al figlio, un libro di statistica (scritto a mano ed edito da Giovannacci) completa sui campionati dall'inizio della loro storia e al 1982, anno in cui fu premiato, con una targa dall'indimenticato presidente Giuseppe Celoria: «Ho deciso di ampliare quel lavoro, di articoli e commenti trovati nei giornali, in particolare La Stampa, fondamentale per le nostre ricerche di inizio secolo».  

 

A questo lavoro si è ben presto unito Andrea, valdostano di nascita ma innamorato di Pro, che oggi si sta occupando dell'araldica degli stemmi di tutte le squadre avversarie dal 1906 ad oggi. Attualmente è arrivato alla stagione 1962-63. «Questo lavoro è immenso, infinito quanto la storia della Pro, in costante evoluzione, una banca dati e una fonte infinita di ricordi - dice Giorgio Benedetto - ma che non abbiamo intenzione di pubblicare per la sua artigianalità e il suo valore simbolico. Perché per noi, la Pro, è come una parte della famiglia, una presenza costante da più di 100 anni nel nostro albero genealogico». E non sono certo 240 chilometri (tra andata e ritorno) ogni due settimane a mettere paura ai Benedetto: «Assolutamente. Il ricordo più bello? I gol di Paolo Tonelli negli Anni Settanta in un "Robbiano" straripante». Certo che, però, i dieci gol nelle ultime due partite dell'attuale Pro, dove li mettiamo? «Sono già entrati - conclude Giorgio - nel nostro album dei ricordi». 

 

stefano fonsato
Ultimi Articoli
Andrea Cionci
I comandanti austriaci temevano il generale italiano. Quando fu destituito dopo la sconfitta italiana scrissero: "E' questo il maggior vantaggio che abbiamo ottenuto con questa operazione"

Carlo grande
Il dvd di Paolo Rumiz con “La Stampa”: la disfatta italiana vista con gli occhi di Rommel


tutti gli articoli
Abbonamento Digital Edition
come prima, più di prima
» Una nuova versione web nativa digitale.
» Una nuova app.
» Una nuova offerta.

Scopri tutti i modi di leggere La Stampa
su pc, smartphone e tablet.
Vai all'abbonamento Digital Edition