Asia Argento lo accusa sul caso Weinstein, ma Fabrizio Lombardo risponde: “Tutto falso”

Asia Argento


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 17:54

«Ho deciso di fare una smentita, sono tutte notizie false». Fabrizio Lombardo, ex-capo di Miramax Italia, citato più volte negli ultimi giorni nella cronaca legata allo scandalo Weinstein, nega categoricamente qualunque tipo di coinvolgimento.  

 

 

Tra i primi a fare il suo nome in un lungo articolo sul sito “The Wrap” la giornalista Sharon Waxman, che nel 2004 per il NY Times aveva lavorato su un’inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni di attrici e collaboratrici di Harvey Weinstein. Allora il lavoro della Waxman naufragò: troppi pochi elementi per procedere. Una settimana fa, sempre sul Times, è stato pubblicato l’articolo che ha cambiato tutto: le prime denunce contro il produttore, a cui, nel giro di poco tempo, si sono aggiunte altre voci. In queste ore si sono fatte avanti anche l’attrice e modella Cara Delevingne, che su Instagram ha raccontato il suo incontro con Weinstein, e l’attrice francese Léa Seydoux.  

 

Nei giorni scorsi, la rivista New Yorker ha pubblicato un’altra inchiesta, a firma stavolta di Ronan Farrow: tra le testimonianze riportate, anche quella dell’attrice e regista Asia Argento, che sui social, poche ore dopo la diffusione del pezzo online, ha chiamato in causa proprio Lombardo. 

 

«È talmente lontano dalla realtà quello che si dice... Sono scioccato anche io, per cui non me la sento. Mi deve scusare. Niente contro di lei». Arrivato stamattina a Roma, ha incontrato il suo legale per discutere da farsi. «Lei è l’unica persona con cui, adesso, sto parlando. Se lei mi chiede una cosa e non è nel mio comunicato, capisce...».  

 

Ma della dichiarazione di Asia Argento, del suo tweet dell’11 ottobre, in cui dice che è stato lei a portarla nella camera d’albergo di Weinstein? «Ci sarà quello - rassicura Lombardo -. Ci sarà sicuramente». Sarà una smentita? «Ma vorrei vedere. Nel comunicato è detto in maniera chiara e in termini legali».  

 

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