L’uomo di neve tradisce il vero Nesbø

Rispetto al libro trama più debole. Ne risente anche l’ispettore Hole (Fassbender)

Alcolista tormentato. Michael Fassbender interpreta l’ispettore di Oslo Harry Hole, protagonista di undici thriller di Nesbø tra cui «L’uomo di neve», in cui, tra alcol e tormenti sentimentali, indaga su un misterioso killer


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 08:17

In recenti interviste il norvegese Jo Nesbø, esponente di punta del noir scandinavo, si è dichiarato poco interessato a vedere il film tratto dal suo romanzo L’uomo di neve (Einaudi), e magari non a torto. Nel portare il libro sullo schermo, lo svedese Tomas Alfredson - che pure se l’era cavata assai brillantemente con gli adattamenti di La Talpa e Lasciami andare - ha perso di vista l’essenziale. Non a causa degli inevitabili tagli al testo, ma per via di immotivate variazioni narrative che, in luogo di condensare il plot, ne indeboliscono la forza. E a risentirne sono gli stessi personaggi, incluso l’ispettore di Oslo Harry Hole, protagonista di undici thriller che gli hanno assicurato fama internazionale.  

 

In L’uomo di neve, settimo titolo della serie, abbiamo un assassino seriale che prende di mira mogli volubili, madri di figli di sospetta paternità; pupazzi di ghiaccio eretti a mo’ di sinistro segnale di morte davanti alle case delle vittime; una sfilza di falsi indiziati; un invernale bianco paesaggio di ripide montagne, centri urbani incastonati nei fiordi, ponti sospesi su un plumbeo mare.  

 

Un prologo rievoca l’episodio infantile che ha scatenato la contorta pulsione omicida; vent’anni dopo Harry (Michael Fassbender), collegando casi dell’oggi e del passato, inizia a indagare sul misterioso killer alla guida di una squadra dove di fresco è entrata la poliziotta Katrina (Rebecca Ferguson); e intanto cerca di uscire dallo stato di prostrazione sentimentale in cui lo ha gettato l’abbandono di Rakel (Charlotte Gainsbourg), stanca di vivere accanto a un alcolista, ossessionato dai demoni interni e compulsivo nel lavoro.  

 

Ben coadiuvato dal direttore di fotografia Dion Beebe, Alfredson si conferma avvolgente tessitore di atmosfere e Fassbender aveva tutti i numeri per essere un fantastico Harry, se solo il copione non lo avesse confinato in un passivo ruolo di ubriacone autodistruttivo. Senza dubbio Hole è questo, ma anche molto di più: un detective dall’istinto infallibile, un essere in bilico fra luci e ombre che non teme di scandagliare gli oscuri recessi della psiche umana. Della sua affascinante complessità nel film resta magra traccia: come potremmo - Nesbø e noi lettori - non sentirci traditi? 

 

L’UOMO DI NEVE  

Thriller 

Di Tomas Alfredson 

Con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg 

Usa/Gb/Norvegia 2017 

***  

 

 

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