Carige converte i bond

Ora la sfida si gioca sull’aumento di capitale


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 21/10/2017 alle ore 02:30
genova

Banca Carige vede a un passo il traguardo della conversione dei bond subordinati in obbligazioni senior, primo passo dell’operazione di rafforzamento patrimoniale da oltre un miliardo di euro necessaria a smaltire il suo fardello di sofferenze e a ottemperare alle prescrizioni della Bce. Ieri è stata comunicata un’adesione superiore, al momento, all’80% per oltre 455 milioni di euro. L’operazione, su un valore complessivo di 510 milioni, è stata lanciata lo scorso 2 ottobre.  

 

«Riteniamo che le assemblee raggiungeranno il quorum costitutivo e le relative delibere straordinarie saranno approvate in ciascuna assemblea in prima convocazione il 21 ottobre», ha riferito l’istituto di credito genovese. Le adesioni alla conversione dei quattro tipi di bond vanno dal 79,17% al 99,4%. A chi accetta l’offerta, ricorda una nota di Carige, viene chiesto «di approvare con delibera straordinaria, nel contesto di apposite assemblee degli obbligazionisti, determinate proposte di modifica dei termini delle obbligazioni esistenti».  

 

Il regolamento Lme (liability management exercise) rimane subordinato al buon fine dell’aumento di capitale che sarà lanciato dalla banca nel mese di novembre a seguito dell’ottenimento delle relative autorizzazioni da parte della Consob. Complessivamente, fino a ieri, gli importi delle obbligazioni esistenti che i relativi investitori hanno offerto in cambio sono “Lower Tier II Subordinated Notes due 2018” per 99.400.000 euro pari al 99,40%, “Lower Tier II Subordinated Notes due 2020” per l’importo di 50 milioni di euro (100%), “Lower Tier II Subordinated Notes due 2020” per 158.348.000 euro (79,17%) e “Perpetual Tier I Junior Subordinated Notes due 2018” per di 147.500.000 euro (92,19%).  

 

Se l’operazione di Lme dovesse - come appare ormai probabile - andare a buon fine, Carige diventerebbe la prima realtà italiana a realizzare una conversione così grande solo con le proprie forze e l’aumento di capitale potrebbe vedere coinvolti anche i piccoli azionisti. Ieri, a Piazza Affari, in una giornata negativa per gli istituti di credito - che hanno scontano i contrasti fra Bce e Bruxelles in tema di coperture di crediti deteriorati - l’unica banca a guadagnare è stata Carige (+1,29%), grazie proprio ai dati positivi sull’adesione alla conversione dei bond. 

 

Per quanto riguarda, invece, la vendita degli asset dell’istituto genovese, è sempre più vicina quella della sede di Milano per una cifra che si aggira sui 100 milioni di euro: ormai sulla cessione pare essere una corsa a due tra il gruppo Colella di Napoli e Antirion Sgr. I tempi sono strettissimi e si potrebbe chiudere già a fine mese.  

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