Lufthansa compra anche Air Berlin

Il gruppo : “Alitalia ci interessa, a condizione di ricrearla da zero”
REUTERS

Carsten Spohr, ad di Lufthansa


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 21/10/2017 alle ore 02:30
berlino

Lufthansa pigliatutto. Nella gara per la conquista di ciò che resta di Air Berlin, è la principale compagnia aerea tedesca ad essersi aggiudicata il trofeo più consistente. A due mesi dalla dichiarazione dello stato d’insolvenza e a tre settimane dall’avvio delle trattative, Lufthansa ha firmato ieri il documento notarile per l’acquisizione di buona parte di Air Berlin. La società rileverà 81 dei 144 aerei della flotta del vettore «low cost» berlinese e 3000 degli 8400 dipendenti. L’intesa, dal valore di 210 milioni di euro, comprende anche le controllate di Air Berlin «Niki» - la compagnia aerea turistica fondata nel 2003 dall’ex pilota di Formula uno Niki Lauda - e quella regionale Lg Walter (Lgw). 

 

«Oggi poniamo una pietra miliare nella storia di Lufthansa e di Air Berlin», ha dichiarato poco prima della firma ufficiale dell’accordo l’amministratore delegato di Lufthansa Carsten Spohr, sottolineando la solennità e il significato di questa operazione.  

 

Con l’acquisizione di Air Berlin infatti, la principale compagnia di bandiera tedesca, la cui sede centrale e il cui maggiore aeroporto si trovano a Francoforte, torna simbolicamente nel luogo della sua nascita. A Berlino appunto, dove dalla fusione tra la Uberwald Aero Lloyd e la Junkers Luftverkehr il 6 gennaio del 1926 venne fondata la Deutsche Lufthansa.  

 

Con il rilevamento di una parte consistente di Air Berlin, al quale appartengono non solo gli aerei, i piloti e il personale altamente qualificato ma anche i preziosi slot per i decolli e gli atterraggi nei due hub tedeschi della società (a Berlino-Tegel e Düsseldorf), Lufthansa riesce ad accelerare la sua espansione nel segmento del low cost avviata con la controllata Eurowings. Un obiettivo al quale Carsten Spohr tiene moltissimo e che rientra in un ampio piano di ristrutturazione, volto a ridurre i costi di gestione e del personale e a fronteggiare la crescente concorrenza delle compagnie low cost.  

 

Per l’integrazione di Air Berlin nel gruppo Lufthansa, Carsten Spohr vuole investire un miliardo e mezzo di euro. L’intesa siglata ieri dovrà però ottenere il via libera definitivo dell’Antitrust della Commissione europea antitrust, il cui verdetto è atteso entro tre mesi. Per le altre parti di Air Berlin, le trattative sono ancora in corso, e secondo alcune indiscrezioni si trovano in una fase di stallo. La compagnia britannica EasyJet ha segnalato il suo interesse per l’acquisto di 27-30 aerei senza specificare però finora il numero degli ex dipendenti di Air Berlin che è disposta ad assumere.  

 

Sul fronte Alitalia intanto il numero uno di Lufthansa ha segnalato un suo possibile interesse collegandolo però a una serie di condizioni. In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva N-TV, Carsten Spohr ha dichiarato che in vista del rilancio del vettore italiano potrebbe valutare la presentazione di un’offerta. «L’Italia è un mercato importante per noi, ma Alitalia per come esiste oggi non è un tema. Se ci fosse invece la possibilità di creare da zero una nuova compagnia, allora saremmo interessato a colloqui con Alitalia», ha aggiunto. «Al momento però non siamo interessati al suo acquisto».  

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