La prima volta di Esselunga sotto la lente degli analisti

Presentato il bond da 1 miliardo. Gli operatori scommettono sull’Ipo
ANSA


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 21/10/2017 alle ore 02:30
MILANO

Il dopo Caprotti ha inizio di fronte alla fitta platea di bankers accorsi ieri a Milano alla presentazione del maxi-bond targato Esselunga. L’emissione arriverà la prossima settimana sui mercati finanziari. Tra martedì e mercoledì sarà comunicato il rendimento, così come la durata e la dimensione del bond che parte da 900 milioni e arriva al miliardo. Queste ultime caratteristiche dipenderanno dalla domanda ma gli operatori sono già convinti del successo del collocamento con l’obbligazione che quindi raggiungerà il miliardo, per 12 anni, e un tasso tra l’1,7 e l’,18%.  

 

I capitali freschi serviranno a rimborsare il prestito bancario acceso per acquisire il 67,5% di La Villata Partecipazioni, la società che possiede 83 immobili dei supermercati. Un passaggio che era servito al riassetto societario che nel giugno scorso ha messo fine alle tensioni tra gli eredi di Bernardo Caprotti. 

 

Il gruppo chiude con questa operazione un importante capitolo della propria storia e volta pagina. E con il maxi-bond si prepara a battere un nuovo primato, l’ennesimo: quello di essere la prima catena italiana della grande distribuzione organizzata ad andare sul mercato dei capitali. Ma la prospettiva su cui sono puntati tutti gli occhi è quella del futuro sbarco a Piazza Affari. Ci vorrà del tempo però per vedere l’Ipo che, se sarà davvero avviata, arriverà non prima di un anno e mezzo o due. Di sicuro l’attesa è alta. Lo conferma la grande attenzione mostrata ieri a Milano nella prima giornata del roadshow che si è tenuto nella sede di Citi alle spalle del Duomo. Nei prossimi giorni, il tour toccherà le piazze di Francoforte, Londra, Parigi e Amsterdam.  

 

I primi passi non hanno deluso. Gli oltre 40 asset manager presenti ieri con un’ottantina di bankers hanno fatto segnare il tutto esaurito. Molti gli operatori rimasti in piedi nella sala gremita. Chi era tra i presenti ha riferito di un grande interesse per l’operazione. «Gli ordini che arriveranno dalle singole banche - era il commento prevalente - saranno di grande importo». Molto probabilmente, l’offerta non basterà però a soddisfare tutte le richieste e molti sono già consapevoli di dover accontentarsi di tagli più contenuti. L’attrattiva di Esselunga era già alta. A convincere ulteriormente la platea sono stati i numeri sulla crescita snocciolati ieri dall’ad, Carlo Salza, insieme al direttore finanziario, Stefano Ciolli, e al direttore commerciale, Gabriele Villa.  

 

Le cifre hanno descritto una società che gode di una salute invidiabile e che, con i suoi quasi 5milioni e mezzo di clienti, può essere considerata tra le prime della classe nel mercato europeo della distribuzione. I punti vendita, che oggi arrivano a quota 153, sono cresciuti al ritmo di tre nuovi store l’anno, a partire dal 2000. Sempre dal 2000, la crescita media del giro d’affari per anno è stata del 5,8% fino ai 7,5 miliardi del 2016. 

 

Con una spesa media per cliente intorno ai 1.500 euro l’anno, la catena, fondata da Bernardo Caprotti nel lontano 1957, batte tutti i competitors che si fermano sotto quota 900 euro.  

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