Dal mirtillo al rosmarino: con 45 fragranze, Rassa è la vera capitale della grappa

È il prodotto che negli anni ha fatto conoscere il piccolo centro della Valsesia

Grappe protagoniste a Rassa


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 14/10/2017 alle ore 13:11
rassa

Grappe al mirtillo (in dialetto lariugn), alla liquirizia (rigulisia), alle pere (pisui): sono solo tre delle 45 fragranze con cui la Pro loco di Rassa declina l’acquavite. Un prodotto, in termine dialettale «lorcia», che negli anni ha fatto conoscere il piccolo centro valsesiano.  

 

Il sodalizio della Valle dei Tremendi, come è anche soprannominato il paese dove nel XIV secolo si rifugiò l’eretico Fra’ Dolcino, prosegue una tradizione iniziata nel 1968. «Tutto partì dalla raccolta dei mirtilli - spiega il presidente Leonardo Dominietto -. Alcune persone tra cui mio padre Gian Mario con la nostra rinomata “sagra del mirtillo”, decisero di provare a utilizzare una parte dei frutti per far nascere una grappa. Come Pro loco abbiamo la licenza e tutte le carte in regola per produrla e fino a 15 anni fa lo abbiamo fatto, poi non riuscivamo a star dietro alla quantità quindi ci siamo affidati, per gran parte dei prodotti, alla distilleria astigiana Beccaris che lavora nel campo da tre generazioni».  

 

POLBRI

 

Grappe che diventano uno degli elementi caratterizzanti della zona dedicata alle Pro loco nel Parco d’Adda di Varallo durante l’Alpàa: una tappa irrinunciabile per migliaia di visitatori. E la cultura locale viene promossa anche attraverso l’acquavite denominata con gli ingredienti in dialetto. «Tra le più richieste abbiamo, oltre a quella al mirtillo che resta uno dei nostri must – continua Dominietto –, la “gratacu” (rosa canina), finoj (finocchio), rusmarin (rosmarino)».  

Chi volesse maggiori informazioni può scrivere a prolocorassa@libero.it.  

 

POLBRI

 

E in passato sono anche stati organizzati dei menù ad hoc. «Cerchiamo di promuovere la grappa anche in abbinamento a determinati cibi come per esempio la cioccolata – conclude il presidente -. I nostri sono prodotti di nicchia e ci basiamo soprattutto sul passaparola. Richiedono le nostre grappe, oltre ai valsesiani, anche persone che vivono a Novara, a Milano ma restiamo una Pro loco e il mercato è quello giusto per noi».  

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