Ricoverata in codice verde muore il giorno dopo a 34 anni

Pescara, aveva i sintomi della gastroenterite. “Possibile omicidio colposo”

Il suo paese in lutto. Gelsomina Collevecchio, sposata, aveva una bambina di 18 mesi. Abitava a Montesilvano
La sua famiglia gestiva la macelleria e faceva parte del coro parrocchiale


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 21/10/2017 alle ore 02:31
pescara

La morte all’ospedale di Pescara di una giovane donna, Gelsomina Collevecchio, 34 anni, sposata, una bambina di 18 mesi, entrata in ospedale coi sintomi di una gastroenterite lunedì e trovata senza vita nel suo letto in reparto mercoledì mattina, è al centro di un’inchiesta per omicidio colposo avviata della procura della repubblica del capoluogo abruzzese. La cartella clinica è stata sequestrata dall’autorità giudiziaria e adesso si aspettano gli esiti dell’autopsia che potrebbero essere determinanti per capire come sia stato possibile che una trentenne in buona salute sia deceduta, e all’interno di una struttura sanitaria per di più.  

 

Originaria di Spoltore, la donna si era trasferita a Montesilvano dopo essersi sposata. Conosciutissima in paese, apparteneva a una famiglia di imprenditori che fra le sue attività gestisce una macelleria nel centro del paese, ma la sua notorietà era anche legata alla sua partecipazione al coro della parrocchia. Niente, prima della giornata di lunedì, aveva fatto pensare che la sua salute fosse a rischio, né destavano troppe preoccupazioni le sue condizioni al momento del suo arrivo in ospedale: manifestava una crisi gastroenterica acuta, disturbo che al triage avevano reputato non grave, tanto che le era stato assegnato un codice verde. È il colore che nel linguaggio dell’emergenza medica si colloca fra il bianco, per cui non si corrono rischi e si viene assistiti solo dopo che sono stati soccorsi i pazienti identificati con gli altri colori, e il rosso, che significa condizioni da gravi a gravissime.  

 

Ma Gelsomina Collevecchio non era né grave né tantomeno gravissima, tanto che il marito, quando è andato a trovarla al suo letto del reparto di medicina, pare l’avesse trovata abbastanza bene. La notte stessa invece la giovane è spirata nel sonno. A trovarla cadavere, il mattino successivo, sono stati gli infermieri che compivano il loro primo giro fra i pazienti del reparto. E mentre l’ospedale ha compiuto le sue mosse, richiedendo per primo l’esame autoptico, si è mossa anche la magistratura in seguito alla denuncia presentata in procura dal marito, sconvolto dall’accaduto e alla ricerca di una risposta plausibile a una tragedia per il momento inspiegabile.  

 

Il pm Anna Benigni procede per omicidio colposo, fra gli atti compiuti finora c’è il sequestro della cartella clinica e la disposizione dell’autopsia, entrambi strumenti indispensabili per cercare di far luce su una vicenda che presenta più di un lato oscuro. Dall’ospedale nessun commento, si attendono i risultati delle indagini, ma fra i parenti e i numerosi amici della vittima, e in tutto il paese di Montesilvano, l’impressione suscitata dalla morte improvvisa e inaspettata di Gelsomina Collevecchio è stata grande. L’esame autoptico dovrebbe essere effettuato oggi, quando saranno disponibili i risultati il quadro dovrebbe essere più chiaro, ma intanto i congiunti restano ancora in attesa che venga restituita la salma, in modo che si possa fare il funerale. Per il momento il fascicolo non fa riferimento a medici o altro personale dell’ospedale che siano stati iscritti fra gli indagati. 

 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home