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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 13/10/2017.
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Gucci dice stop alle pellicce: “Sono crudeli e fuori moda”

Sempre più marchi “no fur”, da Armani a Calvin Klein

Pellicce in via d’estinzione. Quelle vere, dopo tante battaglie degli animalisti, stanno scomparendo. Le più prestigiose griffe di moda le stanno eliminando dalle loro collezioni. E alla lunga lista dei «No Furs» da ieri si è anche aggiunta Gucci. Non che ne realizzasse molte. Ma anche quelle poche, coloratissime, dalla primavera 2018 non ci saranno più. L’ha dichiarato ieri a Londra il presidente del marchio, Marco Bizzarri, durante un lungo intervento al London College of Fashion. Bizzarri ha sottolineato che ormai si tratta di un «capo fuori moda » e ha rimarcato che vuole «fare dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale dell’attività del brand». In più ha anche promesso che il ricavato dalle vendite di pellicce di quest’anno sarà devoluto ad associazioni per la difesa degli animali. Come Humane Society International (HSI) o l’italiana Lav (Lega Antivivisezione). E le famose pantofole Gucci di pelo diventate un must nei quattro angoli del globo? Sono di agnello. Quindi no problem (fanno parte della catena alimentare).  

 

Traino importante  

Kitty Block, di HSI, è convinta che l’ impegno di Gucci ad aderire al Fur Free Alliance - seguendo la decisione presa da Armani l’anno passato - avrà un grande effetto traino nel mondo della moda. D’altronde Armani stesso aveva già aperto questa strada dichiarando: «il progresso tecnologico ci ha permesso di raggiungere valide alternative che rendono inutile ricorrere a pratiche crudeli sugli animali». Non resta quindi che seguire la scia politically correct.  

 

La guerra contro le pellicce è una lunga e complicata storia. A dare il là sono state le più famose top model con una campagna pubblicitaria della Peta, uscita a tappeto con giganti affissioni nel ’94. Corroborate dal potente slogan: «Meglio nude che in pelliccia». A capitanarla fu un’agguerrita Naomi Campbell. Peccato che poi di recente sia stata fotografata impellicciatissima all’entrata degli studi tv del Today Show. Ma tant’è.  

 

Tante le griffe contro  

Sta di fatto che i marchi fashion da tempo allineati con la politica «No Furs» sono ormai parecchi. Da Armani a Calvin Klein, da Tommy Hilfiger a Vivienne Westwood fino a Stella McCartney. Quest’ultima, poi, è stata una pioniera, non le ha mai utilizzate e non usa neppure il cuoio per le calzature, ma solo materiali cruel free. Milano inoltre, con l’evento che ha concluso le recenti sfilate, il Green Carpet Fashion Award promosso da Livia Firth, ha dichiarato guerra a tutto un sistema che non applica norme ecocompatibili alla filiera tessile. Il futuro sta nel rispetto degli animali e in una formula ambiziosa per la creazione di un nuovo standard nel comparto del lusso, atto a garantire la tracciabilità delle materie prime.  

 

Antonella Amapane
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