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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 13/10/2017.
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“Le innaffiamo troppo e ora sono sotto stress per l’arsura”

La siccità per le piante è la fine. Ma non per tutte e non se le abbiamo scelte in modo accurato e se le abbiamo posizionate al posto giusto nel nostro giardino. «Questo ottobre non ci voleva proprio, dopo un’estate come quella appena passata le piante sono sotto stress e adesso senza le piogge diventa per loro ancora più difficile». Edoardo Santoro è il curatore dei giardini pubblici di Torino, la sua passione sono i giardini medioevali, anche le piante «velenose» di cui ha una selezione a Palazzo Madama in centro città. In questi giorni si trova in Francia per Le giornate delle piante versione autunnale che «è comunque un tripudio di piante e di colori che sono una meraviglia». 

 

Ecco, ogni stagione della natura ha la sua meraviglia di chiome e di colori, e così ogni pianta ha il suo posto nel mondo e nel nostro giardino. «Anche se troppo spesso mettiamo le piante sbagliate nel posto sbagliato - sospira Santoro - e proprio adesso con la siccità ce ne accorgiamo amaramente. Prima di acquistare una pianta per il giardino o per tenerla in casa dobbiamo cercare di capire bene da dove viene e le sue esigenze». Con la temperatura di quest’estate e la poca acqua le piante a foglia grigia resistono di più, il merito è della pruina, una sostanza che pare cerosa e viene prodotta dalle cellule superficiali di frutti e foglie. La pruina funziona come protettore dai raggi ultravioletti e impedisce l’eccessiva disidratazione, azione ottima di questi tempi.  

 

«Abbiamo visto in questi mesi che rampicanti e alcune rose hanno resistito meglio di altre piante. Il problema però è che abbiamo abituato le piante ad avere troppa acqua. Io la chiamo la malattia dell’innaffiatoio facile, le piante così si abituano e poi quando capitano stagioni come queste non reggono lo stress della scarsità dell’acqua». Quindi un consiglio? «Le piante vanno bagnate un po’ prima della loro sofferenza, quando il terreno è completamente asciutto. Altrimenti non capirai mai il loro vero bisogno di acqua». Tutto questo per quanto riguarda piante da fiore e ornamentali anche da posizionare in giardino «certo è che poi ci sono casi - dice ancora Santoro - come le ortensie per le quali non c’è nulla da fare: se non ha l’acqua muore, non ha possibilità di sopravvivere».  

 

E gli alberi? Abbiamo visto in città l’autunno ad agosto, con le foglie cadute nei viali ampiamente fuori stagione. «Ci sono due situazioni diverse: in questo caso gli alberi nei giardini hanno sofferto meno di quelli in terreni liberi». Questo si spiega, per Santoro, «con l’abbassamento delle falde acquifere. Gli alberi nei giardini hanno in qualche modo trovato acqua o sono stati innaffiati, anche se più raramente del solito. Gli altri, che hanno dovuto cercarsi l’acqua da soli, hanno fatto molta fatica, le falde acquifere si sono abbassate di metri quest’estate e le radici hanno faticato non poco per raggiungerle. A volte le piante non sono riuscite a sopravvivere».  

 

«Eppure le piante sono in grado di imparare dalle loro esperienze», almeno secondo Stefano Mancuso, neurobiologo che studia anche le emozioni dei nostri «compagni verdi». «Possiedono dei meccanismi di memorizzazione. Allo stress della siccità metteranno in moto modificazioni del proprio metabolismo e della propria anatomia per sopravvivere».  

 

Antonella Mariotti
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