A colpi di gol: Dzeko sfida Mertens

Roma-Napoli show il big match che mette di fronte i re dei bomber 2017: molto diversi ma entrambi implacabili

Edin Dzeko, 31 anni, 57 gol in 98 partite con la Roma


Pubblicato il 13/10/2017
Ultima modifica il 21/10/2017 alle ore 02:31
roma

Indispensabili e diversi. Uniti dai numeri (quelli che ne certificano la gloria sotto porta) e dalle ambizioni. Roma-Napoli è anche, e soprattutto, Edin Dzeko contro Dries Mertens, gioia e speranze dentro un Olimpico aperto, domani sera, alle emozioni. 

 

Dzeko e Mertens hanno un conto in sospeso e una sfida da chiudere. Il conto in sospeso è recente, recentissimo e racconta di un folletto belga corsaro a casa del gigante bosniaco: sabato scorso il Belgio ha messo ko la Bosnia togliendole la possibilità di giocarsi il Mondiale allo spareggio di novembre. Già qualificato per la Russia, Mertens si è andato a prendere lo scalpo del rivale in una giostra del gol (4-3 il finale) che ha fatto divertire tutti tranne gli sconfitti. 

 

Il nuovo corso decolla  

Conto in sospeso e sfida da chiudere. Quest’ultima nasce da un botta e risposta che, al termine della passata stagione, ha consegnato a Dzeko lo scettro del più bravo nell’olimpo dei marcatori della serie A: 29 centri dopo nove mesi di cammino. Un gradino più sotto, uno solo, si è fermato l’azzurro che di Napoli ha fatto sua ogni cosa: la passione della gente, il mare, la pizza, le sfogliatelle e San Gregorio Armeno. Ventinove gol a ventotto: il verdetto appena scritto. Sette reti a sette quello in corso d’opera, un nuovo botta e risposta a suon di magie e che, forza del calendario, vede l’attaccante giallorosso prevalere solo perché la Roma ha una gara da recuperare. 

 

Dzeko corre, segna e, maggiore novità, si è trasformato nel regista d’attacco in un gioco che lo vede al centro di (quasi) tutto. «Mi manca Salah...», si lamentò il bosniaco nella notte dello zero a zero contro l’Atletico Madrid all’Olimpico un mese fa esatto. Il giorno dopo venne bacchettato dal tecnico Di Francesco, senza stracci, ma con modi gentili ed eleganti e, da quel momento, Dzeko ha ingranato la quinta: due gol al Verona, due al Benevento, uno all’Udinese, uno al Milan. Dialogo riaperto, dunque. Anzi, mai così forte e leale. E applausi in serie in campo. 

 

Il segreto della capolista  

Dzeko si muove con leggerezza, Mertens leggero lo è da sempre. La rete contro la Lazio, a Roma, lo ha ulteriormente consacrato (pallonetto, in girata, dal limite laterale dell’area di rigore), a tal punto da scomodare Re Diego. «Maradona va lasciato dove sta: lui è la leggenda del pallone. Al massimo si possono fare dei parallelismi fra i gol, punto e basta», la risposta, secca, del piccolo belga. Mertens sembra non avere più confini: quando si è fermato in panchina a guardare i compagni - così contro lo Shakhtar Donetsk - è arrivata la prima e unica sconfitta di un Napoli che viaggia alla media di 3,5 gol a partita. Intoccabile Dzeko, altrettanto Mertens: il primo guarderà il Mondiale in tv per colpa del secondo che, in Russia, andrà per stupire il mondo. Prima il match a suon di gol per rimanere davanti alla Juve (l’obiettivo del Napoli) e per dare concretezza ad un sogno da vivere in silenzio (così la Roma).  

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