Ora l’incubo Weinstein spaventa i produttori

Al Mipcom di Cannes non si parla d’altro: “Un uomo rozzo con milioni di nemici”. Bernabei: “Niente scuse, è un orrore”

Weinstein è nato a New York nel 1952: ha vinto un Oscar con Shakespeare in love


Pubblicato il 17/10/2017
inviata a cannes

Era impossibile che l’affaire Weinstein non catalizzasse l’attenzione dei broadcaster internazionali riuniti a Cannes. Al Mipcom, il più grande mercato al mondo dell’audiovisivo, gli addetti ai lavori s’interrogano più sull’aspetto economico dello tsunami che ha investito uno dei più grandi produttori mondiali che su quello prettamente morale. Gente pratica che bada al sodo, quando ancora si devono capire le ricadute che questo scandalo può avere sul business. 

 

Luca Bernabei, a Cannes con la sorella Matilde per lanciare sul mercato I Medici, la storia di Lorenzo il Magnifico, si pone qualche domanda: «L’orrore che proviamo per quanto uscito in questi giorni è enorme e proprio per questo non possiamo fingere di scoprire oggi quello che purtroppo accade e che è sempre accaduto. Una vergogna che non ha giustificazione alcuna che ci porta anche a farci delle domande. Perché una faccenda losca che dura da anni viene allo scoperto proprio oggi e perché ancora oggi si legge di un possibile coinvolgimento del presidente Trump in una faccenda che avrebbe gli stessi contorni, accaduta nell’ambito dello show televisivo The Apprentice? Che cosa è successo prima e che cosa dopo?». 

 

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Altri, che preferiscono non parlare allo scoperto e che sono tra i maggiori produttori televisivi al mondo, danno della storia una immagine più articolata: «Diciamocelo francamente, se ne parla ora perché si è deciso che questo fosse il momento giusto. Weinstein è un uomo rozzo e volgare, pretendeva che il suo entourage gli procurasse donne. Professionalmente è un uomo che si è fatto milioni di nemici. Scorretto e prepotente. La sua casa di produzione anche, se ha allontanato Harvey, potrebbe pagarla cara e questo potrebbe come un domino far crollare anche altri». 

 

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Uno dei massimi produttori della cinese Zhijieng tv non si stupisce più di tanto. «Succede anche da noi, da quando abbiamo aperto all’occidente. Lo trovo terribile e mi stupisce che le donne non si siano ancora organizzate per proteggersi da questi abusi che nei paesi dove tutto ha un prezzo e dove la merce di scambio assume aspetti inimmaginabili è una pratica nota e generalizzata». 

 

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Ma non è troppo facile adesso scagliarsi contro un uomo di potere che fino a ieri, proprio a causa di questo potere, era temuto e incensato? Risponde Catherine - sul cognome chiede di sorvolare - della Abc Studios: «Niente è facile per le donne che hanno subito e per quelle che sapevano che la loro carriera era appesa al filo della loro disponibilità. Questo discorso lo rivolgerei agli uomini, tutti e in special modo a quelli che sanno e che tacciono. Però ora temo che a catena possano esserci ripercussioni per coloro che hanno affari con lui e che adesso vedranno bloccati i loro lavori. E questo non è giusto». Un produttore polacco però pensa a uno scenario ancora diverso: «In America tutto è possibile, magari si fa un pianto in tv e chiede perdono a tutti, butta sul tavolo un po’ di milioni, giura che si farà curare e tutto viene perdonato e tra qualche anno che lo ritroviamo allo stesso posto di prima. La gente dimentica facilmente». 

 

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