Bèla Majin, una nipote d’arte: “Il Carnevale è nel mio Dna”

Chiara Coccorullo: il nonno è stato tra i fondatori del Carvè


Pubblicato il 31/10/2017
Ultima modifica il 01/11/2017 alle ore 11:57
vercelli

Una tradizione tramandata da nonno a nipote. Il vercellese Mario Gentile (classe 1930) è stato è stato membro del club «Cieli azzurri» e uno dei padri fondatori del carnevale cittadino. La nipote Chiara Coccorullo di anni ne ha 26 ed è appena stata nominata Bèla Majin. «Che emozione, a distanza di 65 anni dal mio primo carnevale, avrò la maschera principale del nostro carvè in famiglia», racconta il signor Gentile. «In quegli anni il presidente del comitato era l’avvocato Mandosio: un periodo d’oro per la tradizioni carnevalesche e folkloristiche. Successivamente nacquero la “Famiglia Bicciolana” e la “Famija Varsleisa”. Ho ritrovato lo statuto del club, e l’ordine di sfilata: il carnevale mi ha sempre toccato emotivamente, quest’anno avrò un’occasione in più. Accompagnerò Chiara in ogni sua visita».  

 

I ricordi del signor Mario sono vivissimi: «Conserva tutto (anche migliaia di dischi e film in cassetta) con un ordine maniacale», sottolinea la nipote Chiara. «Il giorno di Natale del 1951 nacque Cieli Azzurri - racconta Gentile - : un club molto ben strutturato guidato da Carlo Ranghino e Carlo Lavazza dove ognuno di noi aveva ruoli e compiti precisi. Nel 1953 vincemmo la sfilata con il carro a tema valzer viennese, l’anno successivo invece ci accontentammo del secondo posto con Moulin Rouge. Facevamo arrivare il carro direttamente da Cremona, lì c’era l’azienda Renzi che era specializzata nel settore».  

 

Mario Gentile, dopo aver lavorato per numerosi anni all’Azienda Autonoma Servizi Municipalizzati di Vercelli, ha intrapreso una seconda carriera da correttore di bozze. Collaborava con il giornale Eusebiano e non solo. «Nonno Mario è infallibile, ha un occhio allenatissimo - racconta la neo Bèla Majin - : gli ho fatto leggere e controllare le mie due tesi. Quest’estate ha voluto accompagnarmi all’appuntamento decisivo con il Comitato Manifestazioni Vercellesi: c’era il suo amico Giulio Pretti e non ha voluto mancare al primo incontro, quello in cui ho accettato la loro proposta raccogliendo il testimone da Giada Paione. Da allora è stato un susseguirsi di consigli e aneddoti».  

 

Mario Gentile e la moglie Giovanna nel frattempo hanno già iniziato ad impartire lezioni di dialetto vercellese a Chiara. «Mia nipote è una ragazza solare e molto disponibile : quando c’è stata l’investitura ufficiale in Comune - ammette l’ottantasettenne - avevo le lacrime agli occhi. Da qui al 5 gennaio, in occasione della tradizionale serata alle Acacie, ci alleneremo parlando solo in dialetto. Vogliamo farle fare bella figura (ride): conosce quattro lingue, di certo non avrà problemi».  

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno