Omegna vuole diventare “città dei cammini” riscoprendo il tracciato del re-santo Carlomanno

L’assessore Rubinelli: “Così valorizzeremo il patrimonio culturale della città”

Da sinistra Marilena Roversi Flury, Sara Rubinelli e Mattia Corbetta


Pubblicato il 05/11/2017
Ultima modifica il 06/11/2017 alle ore 08:49
OMEGNA

Non solo città dello sport. Omegna, seguendo gli itinerari dei re carolingi, si candida a diventare anche «Città dei cammini». Il capoluogo cusiano è infatti capofila del progetto «Sulle tracce di Carlomanno» promosso da Marilena Roversi Flury e inserito tra le proposte che possono essere finanziate all’interno del bando Interreg Italia-Svizzera. L’itinerario proposto è costruito attorno alla figura di Carlomanno, re dei Franchi, zio di Carlo Magno, che lasciata la corona nel 747 diventato monaco e raggiunse Roma per incontrare il Papa.  

 

 

«Un legame europeo»

«Passando, si ritiene con buona probabilità, da queste terre che appartenevano alle abbazie di Disentis e San Gallo - dice Flury -. Da qui l’idea di creare un itinerario che si ispira a questa figura storica e a quanto a lui collegato: soprattutto all’idea di Europa come casa comune che venne sviluppata da san Colombano». Un itinerario carolingio, ma soprattutto europeo. L’idea era già partita a inizio anno con l’amministrazione precedente e l’assessore Alessandro Buzio, ma ha preso forma nelle ultime settimane grazie al lavoro svolto dalla ricercatrice cusiana e all’ufficio cultura e turismo del Comune di Omegna.  

 

 

«Siamo convinti della valenza di questo progetto che punta a far diventare la nostra città un riferimento per quanto riguarda la valorizzazione delle ricchezze storiche - interviene l’assessore alla Cultura Sara Rubinelli -. Se il progetto sarà finanziato dandoci così la possibilità di realizzarlo, cambierà la geografia turistica ed economica del territorio. Perché ciò avvenga sarà fondamentale il coinvolgimento della popolazione: questa sarà una vera sfida».  

 

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Un progetto ambizioso al quale Omegna crede e si prepara ad attuare. «Per essere capofila di questo itinerario dovremo fare lavori importanti quali il raddoppio dell’ufficio Iat per l’accoglienza e le informazioni da fornire a chi arriva - spiega l’assessore al Turismo Mattia Corbetta -. Ma soprattutto bisognerà ristrutturare la casa del Carrobbio, di proprietà comunale, che a pian terreno ospiterà una mappa interattiva con tablet e altri strumenti in grado di fornire informazioni multimediali. A ciò si aggiunge la possibilità di usare per convegni l’attuale sala mostre».  

 

 

Corsi di lingua

Per prepararsi a tutto questo si prevedono lezioni di lingua per gli operatori economici, corsi per guide locali e di preparazione a chi vuole realizzare b&b oltre ad avere un logo che identifichi il percorso e una card che darà sconti ai turisti. Un progetto ambizioso, ecosostenibile, che si snoda per quasi 400 chilometri, dalla Svizzera sino a Pavia con punto di riferimento proprio il Cusio e collegamento con la via Francigena. Un itinerario sia fisico sia storico.  

 

 

Attraverso l’uso di codici Qr il turista-pellegrino potrà compiere un viaggio nel tempo attraversando luoghi e terre d’Europa, sfogliando pagine di storia, immergendosi nei miti e nelle leggende, ma anche toccando la realtà attuale formata da chiese e oratori, da musei e piccole realtà artigianali di cui è ricca la terra del Vco e del Novarese, ma anche gustando prodotti enogastronomici che i viaggiatori di mille anni fa non avevano il privilegio di conoscere. 

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