Secchezza vaginale post menopausa: i rimedi ci sono, senza rinunciare alla propria sessualità

Gel a base di estrogeni e terapia laser possono riportare le condizioni alla quasi normalità


Pubblicato il 06/11/2017

Nessuna donna dovrebbe mai rinunciare alla propria sessualità. A nessuna età e per nessun problema medico risolvibile. Eppure, molte si auto limitano in camera da letto per paura o vergogna di affrontare la situazione.  

 

E’ il caso delle donne che soffrono di secchezza vaginale. Un disturbo frequentissimo dopo la menopausa, a causa della scomparsa degli estrogeni. Ne soffre il 47 per cento delle donne già dopo soli tre anni dall’ultimo ciclo. La percentuale continua a salire, se il problema non viene curato. 

 

LE DONNE PROVANO DOLORE DURANTE I RAPPORTI SESSUALI  

La secchezza causa prurito, irritazione delle mucose, secrezioni fastidiose, cattivo odore. La donna ha più difficoltà alla penetrazione fino a soffrire di forte dolore durante i rapporti, a causa delle abrasioni microscopiche che compaiono sulla delicata mucosa dell’entrata vaginale quando la penetrazione avviene senza lubrificazione. Le lesioni si complicano poi con fastidiose sensazioni di bruciore all’entrata vaginale, accompagnate da disturbi vescicali e bruciori alla minzione, fino ad arrivare a cistite, che può comparire 24-72 ore dopo il rapporto. Tutti questi problemi portano la donna ad evitare l’intimità. 

 

ANCHE GLI UOMINI POSSONO SOFFRIRE PER LA MANCATA LUBRIFICAZIONE  

La secchezza vaginale può causare problemi anche all’uomo. Per loro la penetrazione è più difficile e, se l’erezione non è gloriosa, può facilitare la comparsa di un vero e proprio deficit di erezione.  

 

Per molti uomini la secchezza è sgradevole e irritante perché si sentono rifiutati sessualmente. Questo perchè, purtroppo, il problema della secchezza vaginale è poco conosciuto, poco diagnosticato e poco trattato. Causa così molti problemi fisici e psicologici che potrebbero essere facilmente risolti con le giuste cure. 

 

LA MAGGIOR PARTE DELLE DONNE CREDE CHE IL PROBLEMA PASSI DA SOLO  

Purtroppo le donne ignorano le cause del problema e lo liquidano pensando si risolva da solo. Non collegano i sintomi alla carenza di estrogeni. Infatti, solo il 4 per cento delle donne attribuisce all’atrofia vaginale la secchezza vaginale, il dolore ai rapporti, il bruciore. Solo il 12 per cento li attribuisce a cambiamenti ormonali e solo 24 per cento li attribuisce alla menopausa. Ben il 63 per cento pensa che i disturbi «passeranno con l’età», senza rendersi conto che senza estrogeni l’invecchiamento accelerato dei tessuti continuerà. Di conseguenza poche chiedono aiuto al medico per una terapia specifica. 

 

Anche i medici, però, hanno una forte responsabilità. Più del 50 per cento non chiede nemmeno se esiste il problema. 

 

LE TERAPIE ORMONALI SONO LE PIU’ EFFICACI  

Eppure, si può risolvere il problema della secchezza vaginale. In primis, con la terapia ormonale. I più sicuri sono gli estrogeni locali: estriolo in gel, il promestriene, gli estrogeni coniugati. Se ci sono problemi di secchezza e di minore risposta fisica anche dei genitali esterni, una pomata di testosterone locale può riaccendere ancor di più la risposta fisica.  

 

Si stima che la terapia ormonale, almeno locale, possa risolvere i problemi di secchezza e atrofia genitale di circa l’85 per cento delle donne dopo la menopausa, specialmente se iniziata subito dopo la scomparsa del ciclo. Per le donne che non amano gli estrogeni o che non possono usare gli estrogeni perché operate di tumore al seno o di adenocarcinoma dell’ovaio o dell’utero, ci sono diverse alternative. La prima è l’acido ialuronico vaginale, che ha azione riparativa e antiossidante. 

 

IL LASER VAGINALE RIPRISTINA L’IDRATAZIONE E L’ELASTICITA’  

E’ possibile intervenire contro la secchezza vaginale tramite uno speciale laser, come il MonaLisa Touch. E’ un laser microinvasivo, indolore, che grazie al sistema del fotoringiovanimento stimola le pareti vaginali costituite da mucosa, che sono ad alta capacità rigenerativa, attivandole e ridando tono e benessere. Il sistema è simile a quello usato per la pelle del viso: rigenera le fibre invecchiate e induce la produzione di nuovo collagene, rimodellando il volume della mucose e ripristinando idratazione ed elasticità. Molte donne (una media dell’80% circa) di quelle che in tutta Italia si sono sottoposte al trattamento dichiara di averne avuto dei benefici. Bastano poche applicazioni, e i risultati sono subito evidenti. 

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