Connessi anche di notte e attratti dal gioco d’azzardo: ecco l’autoscatto degli studenti Italiani

Un questionario, sottoposto a 35mila studenti di 8 provincie da Nord a Sud, svela che l’84% dei bambini sotto i d10 anni ha acquistato almeno una volta un Gratta e Vinci, complice un genitore


Pubblicato il 09/11/2017
Ultima modifica il 09/11/2017 alle ore 08:50

Connessi allo smartphone anche di notte, pazzi più di Instagram che di Facebook, pericolosamente introdotti al gioco d’azzardo dai parenti stretti. L’autoscatto che emerge dai giovani under 18 italiani è un mix di dipendenza da social network, isolamento rispetto al mondo degli adulti e forte inquietudine. A dare una cornice innovativa al modo d’essere degli studenti delle scuole medie e superiori è “Selfie”, il questionario progettato in forma sperimentale dal Centro Semi di Melo della Fondazione Exodus in collaborazione con la Casa del Giovane di Pavia e diventato uno strumento scientifico grazie al supporto dell’università Bicocca di Milano. 35mila gli alunni coinvolti delle provincie di Varese, Milano, Bergamo, Pavia, Mantova, Cremona, Cosenza e Potenza. L’obiettivo? Fornire ai professori e ai genitori un autoscatto della reale situazione dei minorenni italiani.  

 

Gioco d’azzardo precoce  

Il dato più inquietante che emerge dalla ricerca, presentata anche nel libro omonimo, scritto da Marcello Esposito, Simone Feder, Anna Polgatti e Franco Taverna, è che l’84% dei bambini sotto i dieci anni ha provato almeno una volta a giocare d’azzardo, comprando un Gratta e Vinci, complice un genitore. Sebbene per i ragazzi intervistati azzardo significhi sfruttamento di una persona su un’altra e la parola gioco venga associata al concetto di divertimento e non di azzardo, per gli under 18 è difficile considerare in maniera negativa un’azione famigliare e accettare che sia legale qualcosa che fa male, come le slot machines, che tutti sanno raggiungere anche se vietate in base alla loro età.  

 

Connessi di notte  

Altro dato preoccupante è l’utilizzo dello smartphone anche di notte: per il 46% dei 35mila intervistati delle scuole superiori è normale usarlo nelle ore notturne, per lo più per chattare. Il social network preferito, dall’81% dei giovani, è Instagram, cui segue Facebook e Ask, la piattaforma americana accusata di incitare al bullismo complice anche il suo utilizzo in forma anonima. Il 43% conosce coetanei che si scambiano immagini provocanti via chat mentre quasi il 10% non usa mai lo smartphone per telefonare, una percentuale che mostra quale sia il reale utilizzo del dispositivo da parte degli under 18.  

 

Il modello Bergamo  

La città di Bergamo è stata presa dagli autori della ricerca come un modello di riferimento per la possibilità di entrare in contatto con un numero molto alto di studenti: circa 14mila tra scuole superiori e inferiori. Di questi il 58,2% ha avuto esperienze di gioco d’azzardo, il 45,85% spende parte della propria paghetta in gratta&vinci, l’83% usa lo smartphone quando è con gli amici, il 65% quando è a scuola, il 42% durante la notte e il 29% durante i pasti. Il 99,2% degli studenti possiede uno smartphone: praticamente non esiste minorenne che non lo abbia. Infine, il 43% dei giovani bergamaschi conosce coetanei che si scambiano regolarmente le proprie immagini provocanti mentre quasi il 20% ammette di essere stato messo in imbarazzo per colpa della diffusione di tali immagini.  

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