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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 09/11/2017.
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I conti del Milan al bivio Uefa. Rischia anche Fininvest

Fair play finanziario, oggi incontro chiave per ottenere l’intesa più soft. In caso di sanzioni future potrebbe essere coinvolta la vecchia gestione

Il Milan è di nuovo al bivio ma questa volta il futuro di Montella o la rincorsa alla zona Champions, già difficilissima dopo 12 giornate (-9 con una partita in più rispetto alla Lazio, quarta), non c’entrano. La sfida più importante non sarà la prossima, a Napoli dopo la sosta, ma si gioca oggi a Nyon, nel quartier generale Uefa, dove i rossoneri dovranno passare l’esame di riparazione del Fair play finanziario. Cercando di imboccare la via dell’accordo volontario («voluntary agreement») e così dribblare il trattamento riservato a tutti gli altri club («settlement»), che comporterebbe sanzioni sicure senza la «condizionale», una multa pesante e possibili limitazioni nel tetto dei salari e nella rosa, da scontare nel 2018/19. La novità, in quel caso, è che la punizione potrebbe coinvolgere anche Fininvest: l’intenzione del club sarebbe quella di rivalersi sui vecchi proprietari, visti i bilanci della gestione Berlusconi. Un tribunale Uefa dirimerebbe poi eventuali controversie.  

 

L’aumento dei ricavi cinesi  

Tornando a oggi, vincere non sarà una passeggiata. Perché sarebbe una prima volta: la possibilità dell’accordo volontario, in sostanza un’ammissione di colpa accompagnata da un credibile piano di recupero, è prevista solo da circa 18 mesi ed è riservata tra gli altri a club che abbiano cambiato proprietà nell’ultimo anno. Da parte rossonera c’è il timore che la commissione di 7 membri che interrogherà l’ad Fassone, l’executive director Li Han e l’ad di Milan China Marcus Kam possa prendere una decisione politica, per evitare la protesta delle altre società di fronte a un vantaggio competitivo concesso a chi di recente ha infranto, peraltro anche pesantemente, i paletti del Ffp. Ma non sarà facile anche perché, rispetto all’incontro di giugno, il Milan dovrà presentare carte migliori. Nelle 150 pagine di dossier sono previsti tutti gli scenari peggiori per i prossimi anni (mancata qualificazione alle coppe e così via) e i possibili correttivi, come la cessione di uno o più top player (Donnarumma, Suso), nonché le previsioni di aumento dei ricavi in arrivo dalla Cina: 30-40 milioni l'anno inizialmente per arrivare, nel 2022, intorno ai 100. 

 

Debito da rifinanziare  

Il verdetto potrebbe arrivare già oggi e da quello dipenderà il futuro prossimo del Milan, alle prese anche con il rifinanziamento del debito di circa 303 milioni più interessi (compreso quello della proprietà) per svincolarsi dal fondo Elliott. La scadenza è a ottobre 2018, la speranza è chiudere l’operazione entro aprile, allungando a cinque anni - magari anche a tassi migliori - la durata del prestito, che potrebbe essere superiore alla cifra da restituire in maniera da garantirsi ulteriore solidità. 

JACOPO D’ORSI
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