Da “Sochmacher” al sesso nelle donne, risate per tutti i generi

Marco Della Noce torna per una sera sul palco di Zelig

Marco Della Noce, 57 anni, nei panni di Oriano, il capomeccanico della Ferrari. A causa della separazione dalla moglie, ora sta attraversando parecchie difficoltà. Stasera torna per una sera sul palco di Zelig


Pubblicato il 10/11/2017

Travolto dai casi della vita, Marco Della Noce è passato in un lampo dalla ribalta di Zelig, di cui fu uno dei comici nella prima ondata, all’oblio e a una vita al limite dell’indigenza assoluta. In suo caso ha fatto notizia. Ora torna per una serata speciale allo Zelig Cabaret (viale Monza 140, oggi, ore 21, 12/15 euro, areazelig.it) in cui dimostrare che lo spirito non è perduto e da qui ripartire. Racconta 25 anni di battute e personaggi, dall’insuperabile Oriano dai “bocs” Ferrari a Larsen, al capitano dei Nocs, inframmezzati con riferimenti alla sua vita incasinata. 

 

Anche Massimiliano Loizzi parte da sé, o almeno da un personaggio che si chiama come lui, per confessarsi con ironia disperata in «Lo Stato contro Massimiliano Loizzi» (Teatro della Contraddizione, via Della Braida 6, fino al 12, ore 20.45, 15 euro, teatrodellacontraddizione.it): davanti a una giuria di spettatori, nefandezze ai danni dello Stato, della famiglia, del pubblico, degli uomini e, soprattutto, delle donne. 

 

Dal personale al collettivo. Il quartetto femminile Faiella, Grosso, Pelusio, Vasini in «apPUNTI G» (al Teatro Verdi, via Pastrengo, fino al 19 novembre, ore 20.30, dom. ore 16.30, 10/30 euro, teatrodelburatto.it) si interroga con vena irridente sulla sessualità in epoca postfemminista e neobigotta, sessuofoba e machista, dove pregiudizi e stereotipi di genere galoppano indisturbati. 

 

«Trovata una sega!», monologo di e con Antonello Taurino (Teatro Cooperativa, via Hermada 8, fino al 19 novembre, ore 20.30, gio. ore 19.30, dom. ore 17, 18 euro, teatrodellacooperativa.it) ricorda invece la mitica beffa delle teste di Modigliani scolpite con il Black& Decker, perpetrata nel 1984 da alcuni studenti irriverenti: entrata nella Storia dell’Arte, oltre che in quella livornese. 

 

È invece un pezzo di Storia della nostra musica, ai tempi dello swing italiano anni 30/40 – dal «Pinguino innamorato» a «Maramao perché sei morto» -, quello cantato dalle Sorelle Marinetti in «Topolini, mici e pinguini innamorati» al Teatro Delfino (piazza Carnelli, fino al 12 novembre, ore 21, dom. ore 16, 20 euro, teatrodelfino.it)

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