In questura a Verbania una stanza per dare coraggio alle donne vittime di violenze

Il questore Campagnolo: “Aumentano le denunce, ma è un fenomeno con ampie sacche di sommerso”


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 11:27
VERBANIA

Una stanza, che sembra un angolo di casa, al secondo piano della questura, negli uffici della squadra Mobile. E’ l’ambiente protetto, inaugurato giovedì 9 con la benedizione del vicario del vescovo don Gianmario Lanfranchini, dedicato all’ascolto delle donne che denunciano violenze, maltrattamenti in famiglia, stalking. A curarne i dettagli, con mobili donati da Tinti arredamenti, è stato l’ingegnere Manuela Paracchini, del Soroptimist club Verbano. Con la Fondazione Comunitaria del Vco e il coordinamento del vice questore Lorena Di Felice ha lavorato a questo progetto che s’inserisce nella rete provinciale antiviolenza. Lo spazio è stato studiato per infondere coraggio alla donna, spesso accompagnata da bimbi, che si rivolge alle forze dell’ordine per uscire da una situazione che la mette in pericolo e le nega una vita serena.  

 

 

«Parliamo di un fenomeno che ha ancora ampie sacche di sommerso: l’impegno è a lavorare sulla prevenzione e sul contrasto cercando di abbattere le remore che frenano la vittima dal confidarsi» dice il questore Salvatore Campagnolo. Lo scorso anno sono state 10 le richieste di ammonimento che gli sono arrivate da donne impaurite. «E’ un provvedimento - rimarca - che spesso funziona, perché non parliamo di menti criminali ma di uomini a cui va fatto capire che stanno sbagliando».  

 

 

 

 

«L’ammonimento evita la denuncia, che scatta in automatico se il destinatario non l’osserva. Nell’ultima settimana è stato chiesto da due donne prese di mira da stalker, che sempre più spesso agiscono tramite i social media» spiega l’ispettore capo Silvia Russomando, che per la sezione anticrimine si occupa dell’istruttoria di queste misure di prevenzione. Sempre in questi giorni dalla polizia alla Procura è stata chiesta la misura di allontanamento da casa di un uomo accusato di maltrattamenti. «Sta crescendo il numero delle denunce: si sta agendo in modo coordinato in un territorio molto attento a questo problema» ha sottolineato la procuratrice Olimpia Bossi manifestando apprezzamento per la stanza protetta a disposizione anche dei suoi uffici.  

 

 

Sull’importanza della collaborazione a diversi livelli si è soffermata il vice sindaco Marinella Franzetti. «Con le Soroptimist e anche grazie alla Compagnia di San Paolo - ha ricordato Maurizio De Paoli, presidente della Fondazione Comunitaria - abbiamo istituito un fondo che almeno per tutto il 2018 ci consente di dare copertura finanziaria alla rete antiviolenza del Vco».«A questo progetto contribuiamo anche con uno sportello di supporto psicologico e borse lavoro, perché senza autonomia economica le donne difficilmente possono allontanarsi da un marito violento e iniziare una nuova vita. Per crescere in consapevolezza bisogna poter vivere senza dipendere da un uomo, lo dichiarava Virginia Woolf nel saggio “Una stanza tutta per sé”, titolo che abbiamo preso a prestito per questa iniziativa in questura» ha ribadito, a fianco della vicepresidente nazionale Andriana Macchi, la presidente delle Soroptimist Verbano Elena Poletti. 

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