La nuova legge fallimentare penalizzerà il tribunale di Verbania: “Parametri da rivedere”

“A Verbania c’è una realtà efficiente, ci sono ancora margini per modificare il testo”


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 11:27
VERBANIA

«La nuova legge fallimentare in fondo deve essere ancora scritta con i decreti attuativi. Da parte del governo dunque c’è ancora ampio margine per intervenire sulla modifica di parametri che consentano al tribunale di Verbania di proseguire nel suo lavoro, che è esempio di efficienza». L’avvocato e curatore fallimentare Giovanni Giacovelli lo ha rimarcato all’incontro organizzato giovedì 9 dal presidente del tribunale Luigi Montefusco in occasione della Giornata europea della giustizia civile, alla quale hanno partecipato studenti delle quinte del liceo linguistico e delle scienze applicate dell’istituto Cobianchi.  

«Siamo efficienti»

Il rischio è che la maggioranza delle procedure di «liquidazione giudiziale» - questo il nuovo termine in sostituzione di «fallimento» - diventino di competenza distrettuale. «Il tribunale di prossimità consente di monitorare le situazioni e trovare soluzioni a cui si arriva solo con la conoscenza della realtà locale e grazie a una relazione quasi quotidiana tra curatore e magistrato. Nel 2010 avevamo pendenti 327 procedure fallimentari, nel 2016 sono scese a 248, tenendo presente che 269 sono sopraggiunte in un periodo di crisi protratta: significa che in cinque anni siamo riusciti a smaltirne 334» spiega il giudice Mauro D’Urso, che con il collega Claudio Michelucci è uno dei due magistrati delegati ai fallimenti in tribunale di Verbania.  

 

 

«Certo, che se verrà adottato il criterio della sussistenza di un sezione specializzata composta da almeno quattro giudici dedicati perderemo questa competenza. Lo stesso vale per l’indice della popolazione: non arriviamo, anche se per poco, ai 200 mila abitanti richiesti. Dovremo far valere altre prerogative, prima tra tutte quelle di un servizio che per essere a misura di cittadino non può allontanarsi di quasi 200 chilometri» rimarca Giacovelli al fianco della neo presidente dell’ordine degli avvocati Liana Guarducci. La legge delega - rimarcano giudice e curatore fallimentare - presenta aspetti di novità importanti come le «procedure di allerta», di cui si occuperanno commissioni, da istituire alla Camera di commercio, per far emergere precocemente situazioni di crisi d’impresa.  

«Testo contraddittorio»

«Per certi versi però la riforma risulta monca e contraddittoria: d’accordo i fallimenti di grandi aziende siano trattati a livello distrettuale, ma ricordiamoci - è stato ribadito durante l’incontro di ieri mattina - che il nostro tessuto economico è composto soprattutto da piccole aziende». 

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