L’appello ai politici dei dipendenti Gavio: “Mille posti a rischio in Piemonte, cambiate il Codice appalti”

Si occupano di manutenzione e progettazione delle autostrade, hanno scritto una lettera ai politici e amministratori locali per chiedere di sostenere un cambiamento della norma


Pubblicato il 12/11/2017
Ultima modifica il 12/11/2017 alle ore 17:49

Temono le conseguenze del nuovo Codice degli appalti, esaminato il quale, il loro datore di lavoro - il gruppo Gavio - due anni fa aveva annunciato 2044 esuberi, in tutt’Italia la maggior parte - seicento circa - in provincia di Alessandria. Per questo negli ultimi mesi più volte sono scesi in piazza. Sostanzialmente la nuova normativa non consente più che il concessionario autostradale assegni senza gara i lavori sulle autostrade a imprese del suo stesso gruppo: viene consentito un massimo del 20 per cento. «Con questa percentuale - spiegano dal gruppo - al massimo potremo mantenere l’aziendina che fa la manutenzione ai caselli». Le altre? Da chiudere.  

 

Così gli addetti delle autostrade hanno scritto una lettera aperta ai parlamentari e a tutte le forze politiche della provincia di Alessandria: «Siamo i lavoratori della provincia che si occupano quotidianamente dei lavori inerenti la manutenzione e la progettazione dei tratti autostradali - si legge nel documento -. Le nostre sono specializzazioni certificate e acquisite negli anni attraverso formazione continua e direttamente sul campo, esperienza attraverso la quale consentiamo a tutti coloro che si muovono sui tratti autostradali quotidianamente per lavoro e/o per piacere, di poter viaggiare in sicurezza sui medesimi tratti autostradali fornendo un servizio di alta specializzazione, in un contesto di pericolo continuo. Oltre ad essere dei lavoratori siamo anche padri o madri di famiglia, abbiamo dei figli e tante responsabilità nei loro confronti». 

 

Ad oggi tutto questo viene messo «in grandissima discussione», con la riforma in atto del Codice degli appalti che prevede che l’80 per cento dei lavori venga affidato tramite gara e il 20 per cento con affidamento diretto; in termini numerici vorrebbe dire circa mille posti di lavoro persi nel Piemonte di cui seicento direttamente nell’Alessandrino.  

 

«Con la presente - prosegue l’appello dei lavoratori - siamo a chiedervi di sostenere l’emendamento Borioli/Esposito che prevede la richiesta di modificare il Codice degli appalti per ritornare alla percentuale prevista dalla normativa europea inerenti i lavori “in house”, e più precisamente con il 60 per cento dei lavori da affidare attraverso gara ed il restante 40 per cento in affidamento diretto». 

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno