Lavori sulla statale del Lago Maggiore: “Già in cassa 20 milioni, presto ne arriveranno altri”

L’annuncio di Reschigna e Borghi: obiettivo avviare il cantiere nel 2019


Pubblicato il 12/11/2017
cannobio

Appaltare i lavori entro il prossimo anno, aprire i cantieri a gennaio 2019. Queste le previsioni per la messa in sicurezza e la realizzazione delle gallerie paramassi sulla statale 34 del Lago Maggiore, tra Verbania e il confine svizzero di Piaggio Valmara. L’annuncio è stato dato venerdì a Cannobio dal vice presidente della Regione, Aldo Reschigna, e dal deputato ossolano Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Lavori pubblici della Camera.  

 

 

L’incontro è stato promosso dal Consiglio sindacale interregionale, che raggruppa i sindacati transfrontalieri, per fare il punto sulla sicurezza delle strade di confine. La valutazione dei due politici si basa sul fatto che in cassa ci sono già 20 milioni di euro e 25 arriveranno non appena il Cipe (Comitato per la programmazione economica), con ogni probabilità entro metà dicembre, darà il via ai progetti presentati dall’Anas. Altri 30 potrebbero arrivare a gennaio, col contratto di programma 2018-2020. A questo punto sarebbero in tutto 75 milioni e ne mancherebbero 19 per arrivare ai 94 milioni previsti per realizzare le opere necessarie. Nel frattempo le istituzioni locali dovranno organizzarsi per iniziare la progettazione e fare un cronoprogramma delle opere.  

 

 

«Quando il Cipe darà il via libera ai 25 milioni, avremo in cassa la metà dei soldi necessari - ha detto Reschigna -. Anche se avessimo tutte le risorse subito, non potremmo aprire cantieri dappertutto, pena la paralisi del traffico. Nel frattempo dovremo capire dove prendere i fondi mancanti. Sarebbe positivo riuscire ad arrivare a 75 milioni entro il 2020».  

 

 

Il sindaco di Cannobio, Giandomenico Albertella, sottolinea la necessità di giungere al più presto alla copertura totale: «Va fatto prima dello scioglimento delle Camere: non è facile trovare i soldi, ma c’è urgenza. Negli ultimi nove anni ci sono state sette frane e quasi tutte nel mio comune». Per il deputato del Pd Borghi, la possibilità di sbloccare risorse è anche dovuta al lavoro fatto in Commissione: «Abbiamo cercato di dare meccanismi strutturali a tutto il comparto. Questo permetterà di lavorare per progetti e di dare all’Anas la possibilità di muoversi con più flessibilità, spostando le risorse quando è necessario. Ora si lavora su programmi quinquennali e con la possibilità per Anas di rivedere periodicamente i piani di lavoro».  

 

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Il piano della messa in sicurezza non riguarda solo la statale del Lago Maggiore, ma comprende anche quella della valle Vigezzo, per cui sono già stati stabiliti i finanziamenti, e la provinciale della valle Cannobina chiusa da oltre un mese per la caduta di una frana.  

 

 

I timori dei sindacati

Il timore di Cgil, Cisl e Uil è che ci possano essere accavallamenti dei cantieri, ed è per questo che hanno ottenuto il consenso delle istituzioni per aprire un tavolo tecnico provinciale specifico sulle strade: «Dobbiamo lavorare per la progettazione delle opere, per cercare i finanziamenti che mancano e per fare un programma serio» ha detto Franco Borsotti della Uil.  

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