La guerra dei Roses: “Crudele eppure comica”

Il regista Filippo Dini: “Una commedia straordinaria”

Prima romanzo, poi film di culto con Michael Douglas e Kathleen Turner, ora «La guerra dei Roses» è a teatro. Nella foto: Matteo Cremon e Ambra Angiolini


Pubblicato il 12/11/2017

«L’amore che si trasforma in odio e il matrimonio in un inferno: una storia universale». Così il regista Filippo Dini sul perché ha scelto di portare in scena «La guerra dei Roses». Prima romanzo di Warren Adler, poi nel 1989 film di culto con Michael Douglas e Kathleen Turner e la regia di Danny De Vito, oggi a teatro con interpreti Matteo Cremon, Ambra Angiolini, Massimo Cagnina ed Emanuela Guaiana.  

 

«È una commedia straordinaria – continua il regista -, comica e crudele al tempo stesso. Adler racconta una delle più straordinarie deflagrazioni dei sentimenti, la separazione di due che si sono molto amati: la grandezza del loro amore si rispecchia nella sua fine. Così violenta da essere paragonata a una guerra». In questo caso il riferimento è a quella storica, intestina a una famiglia reale, la britannica “Guerra delle due Rose”. 

 

La parabola sentimentale dei Roses viene raccontata in modo quasi onirico. «Si parte con i due protagonisti soli in scena, a cose finite. Parlano (con Dio?) e raccontano ciascuno dal proprio punto di vista, diverso e contrapposto, le ragioni della separazione». A partire dal primo, magico incontro. «Tra loro nasce un sentimento straordinario e meraviglioso. Di quelli in cui uomo e donna si completano: felici, appassionati e complici, paiono avere tutto». 

 

Poi il tempo interviene, l’amore si appanna, l’affiatamento si crepa. «Insoddisfatta di vivere nell’ombra, lei vuole realizzare qualcosa per sé. Lui non capisce, non vuole cambiamenti. L’incomprensione diventa guerra. Uomini e donne sono da sempre universi che non riescono a capirsi». Sul fuoco poi soffiano i loro avvocati. Finirà malissimo. «Il contesto è drammatico, ma intriso di ironia. È proprio la capacità di far ridere il pubblico che rende la storia ancora più dolorosa». E molto, molto, reale. 


Teatro Manzoni, via Manzoni 42, fino al 26 novembre, ore 20.45, domenica ore 15.30, 23/35 euro, teatromanzoni.it  

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