Morto il base jumper russo Rozov, si è schiantato lanciandosi dall’Everest

Aveva 52 anni: l’incidente in Nepal durante il salto dall’Ama Dablam, una vetta di 6812 metri

Valery Rozov


Pubblicato il 12/11/2017
Ultima modifica il 12/11/2017 alle ore 16:50

Era una leggenda dei cieli, più precisamente del base jumping (che consiste nel lanciarsi nel vuoto con una tuta alare). Valery Rozov, 52 anni, era soprannominato il principe, ed è morto durante la partecipazione al tour delle Sette vette, che prevede di lanciarsi dalle montagne più alte del pianeta. Si è schiantato lanciandosi dall’Ama Dablam, una vetta di 6812 metri nella regione dell’Everest.  

 

 

Red Bull, che sponsorizzava le sue imprese mozzafiato, lo ricorda così: «Rimarrà sempre nella nostra memoria: forte nello spirito, professionale, modesto, pieno d’energia. Valery era un sognatore, una leggenda. Se fosse stato possibile per qualcuno nascere con le ali, quello sarebbe Rozov», si legge sul sito ufficiale.  

 

 

Rozov, due volte campione del mondo di sky jumping (1999, 2003), campione europeo e vincitore della Coppa del Mondo (2002), campione agli X Games di skysurfing (1998), campione russo di alpinismo (2002 e 2004), detentore del record mondiale di sky jumping (400 acrobazie in gruppo e 100 lanci in tuta alare), era diventato famoso nel 2013 quando conquistò il record di lancio più alto di sempre in base-jumping saltando dal Changstse, la vetta del massiccio dell’Everest alta 7220 metri. 

 

 

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