Come un fumetto su giovani supereroi può aiutare ad affrontare il cancro


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 16:40

L’avventura di sette giovani supereroi che si incontrano in un ospedale si trasforma in immagini e diventa una parabola di forza e rinascita. «Loop. Indietro non si torna» è il titolo del fumetto edito da Rizzoli Lizard© e nato da un’idea degli adolescenti del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano. I personaggi e le loro vicende sono state ideate dai ragazzi durante quattro mesi di lavoro in cui sono stati guidati da Lorenza Ghinelli, scrittrice e insegnante della Scuola Holden di Torino. Coraggio, voglia di vivere, energia per superare gli ostacoli, ma anche debolezze sono al centro delle vicende dei protagonisti, messe in pagina dall’abile penna dei fumettisti del collettivo Mammaiuto Lab, attraverso le quali una ventina di ragazzi ha raccontato cosa significhi ammalarsi di tumore in un’età speciale e complicata come quella adolescenziale. 

 

«Ogni supereroe sembra proprio essere la diretta espressione del ragazzo che l’ha creato. I superpoteri sembrano essere le armi per esorcizzare la paura della malattia. Perché i ragazzi raccontano del loro coraggio e del loro voler essere testimoni consapevoli al nostro fianco, ma anche della loro fragilità. I personaggi del fumetto sono eroi con superpoteri, ma soprattutto con “superdebolezze”, fragili ed emarginati dai coetanei» spiega il dottor Andrea Ferrari della oncologia pediatrica e coordinatore del Progetto Giovani. Gli adolescenti sono pazienti speciali con bisogni complessi e peculiari. «In primo luogo, c’è un aspetto clinico che riguarda il loro essere in una “terra di nessuno” tra il mondo dell’oncologia pediatrica e quello dell’oncologia medica dell’adulto. C’è poi un aspetto legato all’essere in un’età difficile e speciale di per sé. La malattia compare in un momento incredibilmente delicato del processo di crescita e i ragazzi si trovano ad affrontare il tumore mentre contemporaneamente sono chiamati a non perdere l’appuntamento con le tappe fondamentali del loro sviluppo, personale e relazionale». 

 

Dal 2011, con il supporto dell’Associazione Bianca Garavaglia, il Progetto Giovani ha avviato numerose iniziative legate all’arte e alla creatività: moda, fotografia, musica, come la canzone Palle di Natale che ha avuto oltre 8 milioni di visualizzazioni sul web. Queste iniziative creano forti legami tra i ragazzi, alcuni dei quali sono destinati inevitabilmente a spezzarsi. Ma anche questo rientra nella missione del Progetto Giovani: fornire ai ragazzi degli strumenti di espressione per comprendere il proprio vissuto e fornire ai medici percorsi privilegiati per entrare nel mondo dei giovani pazienti. Infatti, spiega Ferrari, «abbiamo imparato dai nostri ragazzi che arriva un momento in cui occorre rendersi conto che il trial clinico non basta e che aspetti leggeri, come un sorriso o un silenzio o un prendersi le mani, sono in realtà vitali». 

 

Dopotutto, lo dice il titolo stesso: ”Indietro non si torna”. «Che non fa riferimento ad una vita di rimpianti, ma al fatto che i giovani pazienti si sono formati dall’esperienza e, loro malgrado, hanno una nuova identità» spiega Maura Massimino, Direttore Struttura Complessa Pediatria Oncologica dell’INT. «La scrittura permette loro di concettualizzare il vissuto e di condividerlo con gli altri. Il messaggio finale è che la vita vale la pena essere vissuta anche con costi personali che non si sarebbero immaginati».  

 

«Loop. Indietro non si torna» verrà presentata domani alle 11 in Via Venezian 1 e il 16 novembre, sarà al centro di un evento per le scuole in occasione di Milano Book City. 

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno