Gli invincibili sono in Terza Categoria

L’Accademia Intertorino, team di giovanissimi delle Vallette, ha sempre vinto

L’accademia Intertorino è composta da tutti Juniores


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 14:24
TORINO

Sono giovani, sono forti e soprattutto vincono sempre. In Piemonte tante squadre corrono ai cento all’ora ma nessuno come l’Accademia Intertorino, girone B di Terza Categoria, il campionato che propone le uniche squadre in regione con otto partite su otto vittorie. Per trovare le invincibili bisogna dunque scendere nei campi di periferia dove minore tecnica non fa rima con maggiore facilità di vittoria, tutt’altro. Sul campo di corso Appio Claudio all’angolo con via Pietro Cossa a due passi dallo stadio della Juve gioca l’Accademia Intertorino, nata come scuola calcio affiliata Inter ma oggi nerazzurra solo nei colori sociali. Di solito in Terza Categoria militano i vecchi marpioni che hanno visto annate migliori, all’Accademia no: solo giovani provenienti dal settore giovanile della società tanto che il più vecchio ha 19 anni

 

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«RAPPRESENTIAMO LE VALLETTE E LUCENTO»  

«Sono tutti nostri ragazzi – spiega il presidente ed allenatore Fabio Tunno – cresciuti nella Scuola calcio: atleti classe ’98 e ’99 che abitano in zona e che rappresentano i quartieri Vallette e Lucento. Per noi è un vanto essere così caratterizzati a livello rionale perché i ragazzi sentono una forte appartenenza con il territorio visto che nel gruppo ci sono parecchi derby di contrada. Giocano da tanti anni insieme, alcuni di loro hanno avuto chiamate dalla Promozione ma hanno preferito restare qui per divertirsi insieme». Più che una squadra, una Juniores mascherata: il capitano Vincenzo Slavina ha 19 anni, come l’unico lavoratore del gruppo, Simone Cangeniello che fa l’elettricista: «Quando segnano è ormai abitudine la corsa verso la panchina: si abbracciano tutti, è ormai un rito». 

 

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IL GOLEADOR È IL FIGLIO DEL MISTER  

Anche Marco Tunno, il figlio del mister che gioca in attacco e segna a raffica rompendo una tradizione familiare pluridecennale. Per il mister e presidente Fabio Tunno un piccolo ma perdonabile tradimento: «Io ho giocato in porta a San Giusto, mio zio Franco in serie C, mio fratello Gianni è preparatore di portieri e mio nipote Danilo è al Treviso. Mio figlio è l’unico che sembra avere i piedi buoni».  

Ci sono poi i due ragazzi di colore. In porta ecco Maicol Apphia, italiano ma di origini senegalesi che ha 16 anni. «E’ il più piccolo del gruppo ma ha tecnica da vendere in un ruolo così delicato: spesso se la vede contro avversari che possono essere tranquillamente suoi padri». A centrocampo invece Cristian Omoforwan dalla Nigeria «E’ arrivato due anni fa, non aveva mai giocato a pallone nel suo paese e non aveva mai messo piede in un settore giovanile. E’ una forza della natura, non salta un allenamento ed è un esempio per tutti noi».. 

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