Così incentivi statali per le ristrutturazioni ed “eco bonus” hanno contenuto la crisi dell’edilizia

Una ricerca del Cresme ha evidenziato come i lavori realizzati attraverso gli incentivi rappresentino il 57 per cento delle opere di manutenzione straordinaria residenziale


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 13:56

Gli incentivi statali per le ristrutturazioni e l’eco bonus hanno permesso al settore dell’edilizia di contenere gli effetti di una crisi del mondo delle costruzioni che si trascina ormai da anni. Secondo l’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori) a fronte di una contrazione delle nuove realizzazioni residenziali la «messa in sicurezza e la ristrutturazione degli immobili rappresenta il fattore di traino del comparto». Una ricerca del Cresme ha evidenziato come i lavori realizzati attraverso gli incentivi rappresentino il 57 per cento delle opere di manutenzione straordinaria residenziale svolti in Italia. Nel 2015 secondo un’analisi di Confartigianato i piemontesi hanno dichiarato al fisco 582 milioni di per ristrutturazioni edili e risparmio energetico e l’anno scorso quella cifra dovrebbe arrivare a sfiorare i 700 milioni visto che a livello nazionale si stima un incremento del 13 per cento.  

 

Secondo le associazioni degli artigiani (Cna e Confartigianato) è necessario «per consolidare e rendere strutturale la ripresa economica andare avanti in questa direzione perché il settore delle costruzioni da sempre ha funzionato da volano dello sviluppo economico complessivo: un euro investito in edilizia produce 3 euro di Pil». Senza dimenticare che secondo una ricerca del Cresme «a fronte di un intervento medio di 14.500 euro, un’abitazione ristrutturata aumenta il suo valore di 65.750 euro». 

 

Quel report, realizzato per conto della Fondazione Symbola, mette anche in luce l’esistenza di una «nuova edilizia, già in marcia, dalla quale può venire una risposta importante al rilancio dell’economia interna, alle sfide dell’inquinamento e della messa in sicurezza antisismica. Si possono attirare capitali privati verso investimenti convenienti, ridurre i consumi energetici e i gas serra, abbattere l’inquinamento locale delle nostre città».  

 

IL REPORT ENEA  

E non si tratta soltanto di riflessioni. Solo nel campo energetico , ad esempio, anche per l’effetto delle detrazioni fiscali, in Piemonte nel 2016 sono stati realizzati quasi 51 mila interventi attivati da investimenti per 427 milioni che hanno permesso di risparmiare in un anno 161,12 megawatt/ora. I numeri sono all’interno di una ricerca condotta dall’Enea, l’ente nazionale per l’efficienza energetica (Enea). Quel report mette in evidenza anche il fatto che il Verbano Cusio Ossola e Cuneo con 105 euro sono le province che guidano la classifica della spesa pro-capite seguite da Torino con poco più di 101 euro. Ultimo posto per la provincia di Alessandria che sfiora gli ottanta euro pro-capite.  

 

Non è un caso, dunque, che la trentesima edizione di Restructura, che si svolgerà dal 16 al 19 di novembre all’Oval di Torino, approfondirà i temi dell’efficientamento energetico e dell’adeguamento antisismico degli edifici e il possibile ruolo di stimolo del rilancio del settore delle costruzioni che potrebbe arrivare attraverso gli «ecobonus» e il «sismabonus». 

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