Sugli appalti autostrade in bilico le modifiche alla legge: ci sono in ballo duemila posti di lavoro

I sindacati si mobilitano, non escludono alcun tipo di lotta. Il problema è quello della scadenza ravvicinata, difficile organizzare qualcosa: potrebbe trattarsi di una manifestazione clamorosa a livello locale, oppure di una trasferta a Roma

Un recente corteo di lavoratori edili a Tortona


Pubblicato il 14/11/2017
tortona

Settimana decisiva per il futuro di duemila posti di lavoro del gruppo Gavio, la maggior parte dei quali in provincia. Si discute in Senato il Decreto fiscale e quindi anche l’emendamento (primo firmatario Daniele Borioli) che prevede una deroga al Codice degli appalti, aumentando dal 20 al 40% le opere che possono essere eseguite «in house» (cioè senza gara) da parte dei concessionari delle autostrade. Tra oggi e domani dovrebbe essere discusso in commissione bilancio (al momento pare accantonato, ma non «cassato»), quindi se avrà il via libera verrà inserito nel maxi-emendamento su cui il governo metterà la fiducia. Entro fine settimana la votazione in aula sull’intero decreto. 

 

In ballo ci sono non solo i licenziamenti annunciati dal gruppo di Tortona, ma anche quelli minacciati dagli altri concessionari, insomma molte migliaia di posti di lavoro. Per questo i sindacati, che stanno ricevendo in queste decine di telefonate di lavoratori edili preoccupati di quanto sta accadendo a Roma, non escludono alcun tipo di lotta. Il problema è quello della scadenza ravvicinata, difficile organizzare qualcosa: potrebbe trattarsi di una manifestazione clamorosa a livello locale, oppure di una trasferta nella Capitale, davanti a Palazzo Madama, per farsi sentire direttamente dai senatori. Oggi probabilmente se ne saprà di più. 

 

La vicenda è complessa e divide l’Ance, l’associazione dei costruttori: quella di Alessandria per la prima volta s’è schierata decisamente contro l’organizzazione nazionale. Una situazione che si ripercuote sul congresso convocato domani a Roma per eleggere i nuovi vertici. L’Ance alessandrina è già stata, con il suo 2%, ago della bilancia e punta a fare il bis o comunque a tutelare gli interessi della filiera locale dell’edilizia. Nell’Ance nazionale almeno uno dei vicepresidenti è favorevole addirittura ad alzare al 100% le opere da mettere a gara, posizione dei grandi costruttori che potrebbero spartirsi una nuova interessante fetta di mercato. Insomma Gavio, ma anche Benetton e Toto (gli altri grandi concessionari) contro tutti? Si vedrà. 

 

Più compatti i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil che, oltre ai posti di lavoro in pericolo, paventano lo spezzettamento degli appalti a imprese poco strutturate e specializzate, con rischi per la sicurezza di chi viaggia in autostrada. 

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