Attirava i ragazzini su Fb con due falsi profili: arrestato

Il pedofilo offriva poi rapporti sessuali a pagamento


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 13:20
milano

Due profili Facebook, entrambi falsi, e un’attività di fotografo dietro cui si nascondevano una serie di abusi e violenze ai danni di minori. Per questo, dopo due mesi di indagine, è finito in carcere Marco Saporiti. L’uomo, 56 anni residente a Milano e con precedenti per lo stesso reato, aveva messo in piedi una meticolosa attività di adescamento online con l’obiettivo di garantirsi dei rapporti sessuali a pagamento. Per ora i casi accertati sono otto.Tutti minori maschi fra i 14 e i 17 anni. Alcuni stranieri, altri provenienti da contesti famigliari difficili. Le vittime perfette. 

D’altronde, come hanno appurato le intercettazioni telematiche, l’attività di ricerca portata avanti da Saporiti non lasciava nulla al caso (compresa una periodica formattazione al pc per non lasciare tracce e cancellare i software spia installati dai militari dell’Arma). Dopo la giornata di lavoro come tecnico informatico, l’uomo passava la nottata a fare scouting in rete. Qui individuava la sua preda che avvicinava con un profilo Facebook fasullo in cui si presentava come un ragazzo minorenne. Attraverso le chat che ne seguivano, spargeva la voce su un fotografo alla ricerca di modelli. Così i ragazzini erano invitati a contattare un altro profilo Facebook a cui rispondeva sempre Saporiti. Una volta fissato l’incontro, l’uomo e il minore di turno si ritrovavano nei parchi fra Abbiategrasso e Chiesa Rossa. Qualche scatto e la promessa di pubblicizzare le immagini sul proprio profilo in cui Saporiti si spacciava come dj, promoter e agente. 

Per il passo successivo ritornava in azione il profilo falso del minorenne. Con questo account, Saporiti invitava i ragazzini a ricontattare il fotografo disposto a pagare per una prestazione sessuale. Le cifre, emerse durante le intercettazioni ambientali, variavano dai 20 ai 100 euro. In un’occasione, però, Saporiti si era spinto fino alla promesso di acquistare uno scooter per convincere la vittima. Soldi e promesse che hanno fatto insospettire alcuni genitori che a marzo hanno avvertito i carabinieri. Da quel momento sono scattate le indagini che il 10 novembre hanno portato all’esecuzione di custodia cautelare in carcere di Saporiti. L’uomo deve rispondere di prostituzione minorile e atti sessuali con minore.  

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