Il carmelitano indiano padre Joseph resterà a Ramate: “Grazie per il vostro affetto”

L’annuncio durante le messe di domenica: i fedeli avevano raccolto 554 firme


Pubblicato il 14/11/2017
CASALE CORTE CERRO

La notizia è stata accolta con un applauso al termine della messa di domenica 12. «Ho parlato con il vescovo e mi ha detto che posso restare qui con voi. Vi ringrazio per l’affetto che mi avete dimostrato: vi chiedo una preghiera per poter continuare a svolgere bene il mio servizio sacerdotale». Padre Joseph Irudaya Raj, il frate carmelitano di origini indiane che dal 2009 è coadiutore alla parrocchia di Ramate, pronuncia queste parole con voce emozionata. E’ il messaggio che i suoi parrocchiani attendevano.  

 

 

Da un paio di settimane si sono mobilitati nel raccogliere firme da allegare a una lettera per il vescovo Franco Giulio Brambilla. La preoccupazione - che se ne è andata con l’annuncio in chiesa - era per il possibile trasferimento di quel prete, che viene da lontano e che nel paese cusiano di 1.300 anime ha portato vitalità e simpatia umana. «Fa piacere questa attestazione di stima per padre Joseph, che si somma a precedenti segnali di apprezzamento nei suoi confronti, ma non capiamo le ragioni della petizione perché il suo spostamento non è all’ordine del giorno». ribadisce don Gianmario Lanfranchini, vicario episcopale per il Cusio e il Verbano, che chiarisce come il colloquio avuto da padre Joseph col vescovo giovedì a Omegna è servito a sgombrare dal campo una voce circolata senza fondamento. Resta da sciogliere il nodo che rende provvisoria la posizione del frate: un carmelitano scalzo che non rientra sotto la «giurisdizione» diocesana e deve obbedire all’ordine che ha la vita in comunità tra le regole. Obbligo che non osserva dal 2015, da quando il confratello e connazionale padre Casimir ha lasciato il Cusio per la Germania.  

 

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Finora per il religioso indiano è valsa una deroga che è una questione aperta sul tavolo del suo superiore. La soluzione invocata dai parrocchiani di Ramate è la ricostituzione di una comunità con l’invio in zona di un altro frate. In paese - assicurano - sarebbe accolto a braccia aperte. Intanto i promotori della petizione contano le firme raccolte. «Sono 544. Siamo contenti della comunicazione data domenica, ma le invieremo comunque al vescovo, come riscontro - dicono i parrocchiani Lucia Rho, Raffaella Maspoli e Claudio Carrabba - del legame profondo che padre Joseph ha saputo stabilire con le famiglie di Ramate, animando la vita parrocchiale, nella quale sa coinvolgere tutti, e costruendo un dialogo speciale con i più piccoli». 

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