Buongiorno

Le cacce coi cani


Pubblicato il 17/11/2017
Ultima modifica il 17/11/2017 alle ore 06:54

Claudia Zanella è una donna formidabile, perché sono tempi in cui bisogna essere formidabili per dire le ovvietà. Ha detto, parlando del marito Fausto Brizzi, l’uomo di cinema più accusato di molestie d’Italia, che i tribunali mediatici le fanno orrore, e che ora non le è più consentito di portare la figlia al parco, siccome è assediata giorno e notte da fotografi e cameraman. È formidabile, Claudia Zanella, ma forse le sfugge qualcosa: non sono nemmeno tribunali mediatici, ormai sono cacce coi cani. L’altra sera Massimo Giletti ha esordito a La7 offrendo la telecronaca dell’arresto del cognato di Gianfranco Fini. Vi mostriamo gli ultimi istanti in cui Giancarlo Tulliani è libero, ha detto, ma prima la pubblicità. Ancora, «non sa che sono gli ultimi attimi di libertà», il cronista dietro a microfono spianato, «come va questo esilio dorato?». Dissolvenza.  

 

«E infine lo hanno messo in cella». Risata. Applauso. Indimenticabile l’inseguimento a Nicola Cosentino mentre fa jogging nella Reggia di Caserta: «Ci sveli almeno un segreto» (testuale). È il giornalismo dell’agguato: ci dica solamente una cosa, lei è corrotto? Lei è uno stupratore? Lei è un mafioso? E tutti lì a guardare questa caccia coi cani, tutti lì ad aspettare quando la volpe sarà sbranata. I braccati non sono uomini, non hanno mogli, figli, madri, non hanno vita, sono bestie cattive. I tribunali non servono più: i cattivi hanno alle calcagna i buoni, e milioni di altri buoni a casa ad assistere allo spettacolo, fieri della loro coscienza pulita.  

 

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