Bersani sul centrosinistra: “Non è vero che unito vince, serve una svolta”

L’ex segretario: «Negli ultimi tre anni abbiamo visto che insieme si perde»
ANSA

Pier Luigi Bersani, 66 anni


Pubblicato il 17/11/2017
Ultima modifica il 18/11/2017 alle ore 07:36

«Noi tiriamo dritto, poi vediamo se convinciamo qualcuno che bisogna cambiare. Unità è una bella parola, ma non è vero che uniti si vince. È cambiando che si vince. Uniti abbiamo visto da tre anni che si può perdere tutte le volte». Lo ha detto Pier Luigi Bersani a Propaganda Live, su La7. «C’è un pezzo di popolo che non ne vuole sapere di un centro sinistra che fa queste politiche», ha aggiunto. 

 

“Intesa con il Pd? Nessun limite alla provvidenza”  

«Non spetta a me fare gli incontri, ci penserà Speranza. Oggi, poi, funziona con gli ambasciatori...» ha aggiunto parlando dei tentativi di Piero Fassino di ricucire i rapporti tra Pd e partiti di sinistra. «Abbiamo fatto una proposta sulla legge elettorale e invece il Pd ha preferito fare l’accordo con la destra, pensando di fare pressione su di noi con il voto utile. Detto questo, però, non metto limiti alla Provvidenza», ha aggiunto. 

 

“Prodi sa che il problema è il rapporto col popolo”  

«Se mi chiama Prodi, io ci sto anche tutta la giornata a discutere e vedere. Ma credo che Prodi possa comprendere, è una persona che ha sempre avuto l’orecchio a terra. Credo che abbia una preoccupazione profonda, gli piacerebbe, immagino, che si trovasse una soluzione. Ma credo capisca che una soluzione senza andare alla sostanza del nostro rapporto col popolo non si va da nessuna parte».  

 

 

“Ballottaggio? Uno di sinistra mai con la destra”  

«Se la sinistra non va nel disagio, ci vanno gli altri, punto. Se la sinistra si fa vedere solo sulle cose che funzionano e non rimette i piedi lì dove ci sono i problemi è finita» ha proseguito. «Stanno segando il ramo dove c’è su la sinistra, il centro sinistra, rompendo i rapporti con i ceti popolari. Questo io non l’accetto, tanti altri non l’accettano», ha aggiunto Bersani. «Cosa faremo al ballottaggio a Ostia? Uno di sinistra non va mai con la destra e con quella destra lì meno che mai». 

 

“Lotta alla diseguaglianza con la dignità del lavoro”  

«Da tre anni a questa parte la parola unità non vale più. Era una bella parola, era anche un bel giornale e mi piange il cuore a pensarci» ha spiegato. «C’è troppa diseguaglianza e la diseguaglianza la riduci con il lavoro che abbia una dignità, non meno tasse per tutti, jobs act e compagnia cantando. Così la destra si mangia», ha aggiunto Bersani. «Se andassi in giro a dire che le cose vanno bene, che il jobs act tutto sommato va bene, la gente mi direbbe: Bersani, ciao!». 

 

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