Vaccini obbligatori, la Consulta respinge i ricorsi del Veneto

La Corte ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate. Lorenzin: «Molto contenta, i virus non rispettano i confini tra le nazioni, figurarsi quelli regionali»
ANSA


Pubblicato il 22/11/2017
Ultima modifica il 22/11/2017 alle ore 21:55

La legge sui vaccini obbligatori è giustificata dal contesto attuale caratterizzato da un «progressivo calo delle coperture vaccinali». E comunque le misure adottate dalla legge, che ha introdotto l’obbligo su 10 vaccini per i ragazzi fino a 16 anni, rappresentano una scelta che spetta al legislatore nazionale.  

 

Così la Corte costituzionale ha motivato il no a tutte le questioni prospettate dalla Regione Veneto contro la normativa, che vieta l’ingresso a materne e nido ai non vaccinati e commina multe per i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo senza le dovute coperture vaccinali. 

 

 

Per i giudici la strategia di passare dalla persuasione a un sistema di obbligatorietà adottata dallo Stato centrale «non è irragionevole, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva, fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie». 

 

«Sono molto contenta che i cittadini veneti possano vaccinarsi come tutti gli altri italiani. Non esiste un modello veneto. D’altra parte, i virus non rispettano i confini tra le nazioni, figurarsi quelli regionali» commenta la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta al congresso organizzato a Torino dalla Società Italiana di Igiene. «Siamo sempre più consapevoli e determinati a portare avanti una legge apprezzata a livello mondiale - ha aggiunto -: una legge che, oltretutto, ha permesso di far emergere il mondo nascosto dei No Vax. Quanto alla sentenza della Corte Costituzionale, è un conforto per le famiglie e anche per le scuole». 

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