Tunnel del Gran San Bernardo, un “occhio elettronico” controllerà il traffico

Firmato oggi il protocollo d’intesa: tutte le targhe dei veicoli in transito saranno registrate


Pubblicato il 28/12/2017
Ultima modifica il 29/12/2017 alle ore 18:01

Un occhio elettronico per migliorare la sicurezza dei cittadini valdostani, evitare che auto rubate possano transitare nel traforo del Gran San Bernardo, verificare per obiettivi di protezione civile i carichi pericolosi. Sono i tre obiettivi del nuovo sistema di controllo che registrerà tutte le targhe dei veicoli in transito nel tunnel del Gran San Bernardo, in entrata e in uscita dal territorio nazionale. Questa mattina è stato firmato a Palazzo regionale un protocollo d’intesa tra il questore Pietro Ostuni a nome del ministero dell’Interno, il presidente della Regione Laurent Viérin e il presidente della Sitrasb, la società italiana di gestione del traforo, Silvano Meroi

 

«Il progetto è partito su iniziativa dell’amministrazione regionale, della questura e della Sitrasb quando era presidente Omar Vittone - ha spiegato Viérin - che utilizzando un sistema di tecnologia avanzata farà un monitoraggio di tutto ciò che avviene nel traforo». Ostuni ha sottolineato che si è arrivati all’accordo per il programma di controllo «in tempi molto rapidi. È un sistema di vigilanza esteso che ci consente di rilevare, in ingresso e in uscita dal traforo del Gran San Bernardo, le targhe che entrano nel nostro territorio e quelle che stanno uscendo».  

 

Con obiettivi diversi. Ancora Ostuni: «Leggere le targhe significa capire se il mezzo è provenienza di furto. Grazie al collegamento con la nostra centrale operativa, potremo capire in tempo reale se l’auto che transita è di provenienza furtiva. Crediamo sia un deterrente molto pesante anche per altri reati contro il patrimonio, come truffe e furti in abitazione. Per questo, auspichiamo che questo sistema sia esteso in un futuro prossimo anche al traforo del Monte Bianco». 

 

Viérin ha aggiunto che è intenzione della Regione «sensibilizzare anche l’Anas, la Sav e la Rav per arrivare al controllo del resto del territorio regionale». Meroi ha «apprezzato la capacità tecnologica del mio predecessore» Vittone. Per il suo ruolo di ex capo della protezione civile, Meroi ha ricordato la «valenza di protezione civile di questo progetto. In tempo reale sarà possibile monitorare i codici di trasporto delle merci pericolose, arrivando a un migliore controllo del traffico». 

 

Il sistema utilizzerà telecamere cedute dal ministero alla Sitrasb per la raccolta di dati attraverso il sistema Prometeo; sarà aumentato anche il controllo nell’intera vallata del Gran San Bernardo attraverso il progetto Mercurio della polizia, per la lettura delle targhe dei veicoli in transito. 

 

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