Il sindaco di Domo torna a contestare il progetto dell’ospedale unico: “Spreco di denaro pubblico”

A distanza di tre settimane Pizzi replica allo stanziamento del Cipe di 60 milioni di euro


Pubblicato il 10/01/2018
Ultima modifica il 10/01/2018 alle ore 12:21
DOMODOSSOLA

A distanza di tre settimane arriva la replica del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi alla notizia che da Roma sono stati stanziati 60 milioni di euro per la realizzazione dell’ospedale unico. «Con toni enfatici Aldo Reschigna ha dato la notizia di come il Cipe abbia attribuito 60 milioni di euro per costruire l’ospedale unico di Ornavasso “collina” e di come nello stesso giorno sia piovuta all’Asl Vco una proposta da privati per costruirlo e gestirlo con la modalità della finanza di progetto: di certo una buona notizia per chi eventualmente si accaparrerà questo business da oltre 170 milioni di euro, ma una notizia che deve invece fortemente preoccupare i cittadini del Vco». 

 

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E quindi Pizzi in una lunga nota passa in rassegna quelle che per lui sono le criticità del progetto, punti già più volte rimarcati. «L’ospedale di Ornavasso si presenta fin da subito come più costoso e più difficile da realizzare per il solo fatto di essere su una collina - spiega - è infatti di tutta evidenza che un ospedale posto in un’area pianeggiante e già servita da strade, superstrada e ferrovia eviterebbe un forte spreco di risorse pubbliche. Ognuno allora si dovrà prendere le proprie responsabilità: Aldo Reschigna e l’assessore Regionale Saitta, che hanno imposto l’ospedale unico con la minaccia di far saltare tutto, Dea compresi, se non si sceglieva questa opzione, ma soprattutto i tecnici della Regione che avalleranno questa costruzione». 

 

L’attacco di Pizzi diventa poi politico. «Aldo Reschigna e il Pd vogliono a tutti i costi cancellare con un tratto di penna la storia degli ospedali di Domodossola e Verbania, innestando forzatamente una nuova struttura in un sito del tutto irrazionale. Non possiamo che chiederci: a chi giova tutto ciò? Non si può certo credere alla favoletta dei privati benefattori che mettono i soldi per l’ospedale pubblico: sanno tutti benissimo che chi si accaparrerà la concessione rientrerà ampiamente delle spese e ci guadagnerà a spese dei contribuenti. Da parte mia, come rappresentante della collettività domese che mi ha votato anche per difendere l’ospedale San Biagio, porrò in essere tutte le iniziative possibili per evitare non solo la chiusura del nostro ospedale ma anche lo sperpero di denaro pubblico».  

 

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