Abidal: “Messi mi chiese di non inviare altri miei video alla squadra. Il mio tumore li turbava”

Il racconto dell’ex calciatore francese del Barcellona a Canal+: «La malattia? Una sofferenza indicibile»
AFP

In una foto d’archvio Abidal con Messi


Pubblicato il 11/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 19:37

«Avevo fatto un video da mandare ai miei compagni per incoraggiarli prima di una partita. E sai cosa mi disse Messi? Di non inviare più alla squadra cose del genere perché troppo dolorose». A raccontarlo è Éric Abidal. L’ex difensore francese del Barcellona, che è riuscito a guarire dal cancro al fegato che gli è stato diagnosticato nel 2011, racconta dei dettagli inediti della sua malattia. Lo fa in un’intervista rilasciata per la realizzazione del documentario «La mia parte d’ombra», che è andato in onda mercoledì sera in Francia su Canal+.  

 

 

L’ex atleta, che si è ritirato nel dicembre 2014 dal calcio giocato, descrive i momenti più duri della sua malattia: «Avevo questo dolore che non avevo mai sentito in tutta la mia vita. Era insopportabile, come un coltello che lentamente s’infila in una ferita aperta. Quando il medico mi disse che avrei dovuto fare un’altra operazione, paradossalmente ero felice. È stata una sofferenza che non augurerei a nessuno». 

 

Una storia di sofferenza e rinascita, quella di Abidal, visto che il difensore francese dopo la malattia ritornò in campo e due mesi dopo sollevò la Champions. Oltre all’episodio con Messi, Abidal ne racconta anche un altro con il connazionale Henry, allora giocatore dei New York Red Bulls, che lo andò a trovare. «Piansi come un bambino. Ero contento che venisse a trovarmi, ma non avrei voluto che mi vedesse in quel modo».  

 

 

 

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