Trump nega gli insulti ai migranti. I democratici: “Ha usato quella parola”. Un ambasciatore lascia

Il senatore Durbin: «Ha detto Paesi di merda». Un portavoce dell’Onu: «Parole vergognose e scioccanti»
AFP

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, 71 anni


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 22:24

Infiammano le polemiche sulle parole oltraggiose nei confronti degli immigrati haitiani e africani usate dal presidente americano Donald Trump durante una riunione nello Studio Ovale sul Daca. Dopo il tweet dell’inquilino della Casa Bianca in cui smentiva di aver usato «quelle parole» - «Paesi di merda» - è arrivata la risposta del senatore democratico, Dick Durbin, che invece le conferma. Durbin, che era presente all’incontro, ha sottolineato all’emittente Msnbc che il presidente «ha usato questi commenti vili e volgari, chiamando le nazioni da cui provengono “Paesi di merda”». Sono le «esatte parole usate dal presidente, non una sola volta ma ripetutamente». Poco prima, Trump su Twitter aveva sostenuto che «le parole usate da me al meeting sul Daca erano dure, ma non ho usato quel linguaggio».  

 

La condanna dell’Onu  

L’Onu condanna i commenti di Trump su alcuni Paesi da cui partono gli immigrati. Se confermati, sono «vergognosi e scioccanti», ha affermato il portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani Rupert Colville, sottolineando che tali commenti potrebbero mettere in pericolo vite umane fomentando la xenofobia. Trump, secondo i media americani, durante una riunione con alcuni deputati avrebbe detto «Perché gli Stati Uniti dovrebbero avere tutta questa gente che arriva da questo cesso di Paesi?». «Non si possono liquidare interi paesi come “cessi”», ha affermato Colville, aggiungendo che tali commenti «potrebbero danneggiare e distruggere la vita di molte persone» perché «legittimano a colpirle in base al posto da cui provengono». Le dichiarazioni del presidente Usa «vanno contro i valori universali che il mondo ha così duramente perseguito dopo la seconda guerra mondiale e l’olocausto». 

 

 

Le prime dimissioni  

L’ambasciatore americano a Panama si è dimesso nella giornata di venerdì, spiegando di non poter più lavorare nell’amministrazione Trump. I media americani spiegano che le dimissioni sarebbero legate ai commenti del presidente sugli immigrati. 

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