Gentiloni agli operai Embraco: “Il governo non vi lascerà soli”

A Roma si è aperto uno spiraglio sulla cassa integrazione per 9 mesi. Riparte la trattativa al ministero, si punta sulla re-industrializzazione
ANSA

Lunedì nella sede dell’Amma di Torino è previsto un incontro tra i vertici dell’azienda e i sindacati. Il tavolo del ministero dello Sviluppo economico è stato convocato invece per l’8 febbraio con la partecipazione dei rappresentanti di Invitalia, l’agenzia del governo che dovrebbe attrarre investitori


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 13/01/2018 alle ore 07:45
torino

«Non vi lasceremo soli». È il messaggio che Paolo Gentiloni consegna a due manutentori dell’Embraco che aggirando una folta pattuglia di giornalisti avevano raggiunto le transenne. Il presidente del Consiglio è sceso dalla macchina e con passo tranquillo si è avvicinato e ha stretto le mani degli operai ma anche di persone comuni mentre le esigenze di sicurezza hanno tenuto lontano la maggior parte dei lavoratori che aspettava il premier una ventina di metri più indietro sotto lo striscione sindacale. Erano un centinaio e non hanno fatto in tempo per avvicinarsi e sentire la seconda parte del messaggio: «Ci lavoriamo. Dobbiamo trovare una soluzione e un pezzetto si è già trovato».  

 

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Già, perché la multinazionale Whirpool, ieri pomeriggio a Roma, si è detta disponibile a valutare la proposta del ministro delle attività produttive, Carlo Calenda, di mettere a punto un piano di cassa integrazione straordinaria per crisi. L’uso degli ammortizzatori sociali che potrebbe durare per nove mesi potrebbe permettere di esplorare eventuali alternative in grado di assicurare allo stabilimento di Riva di Chieri di mantenere una realtà produttiva. 

Si punta, insomma a cercare investitori - si parla di aziende cinesi - interessati a re-industrializzare il sito e non è un caso che al prossimo tavolo ministeriale, previsto per l’8 febbraio ci saranno anche i rappresentanti di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che fa capo direttamente al ministero dell’Economia. Inutile negare che la strada sia in salita. Del resto lo stesso Gentiloni, parlando ai giovani al Sermig, aveva spiegato: «Le crisi, come quella dell’Embraco, che stiamo cercando in qualche modo di risolvere, si possono anche tamponare, ma la trasformazione tecnologica in atto è enorme e se non impareremo al più presto a gestirla si perderanno migliaia di posti di lavoro». 

 

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A dire il vero Calenda ha messo sul piatto della trattativa romana anche il mantenimento della produzione Whirpool a Riva di Chieri ma la strada per renderla concreta è ancora più difficile della prima. Quel che è certo è che l’intervento del governo ha comunque aperto uno spiraglio in una situazione molto difficile con l’azienda che ha inviato le lettere di licenziamento a 497 lavoratori su 537.  

La scelta di Gentiloni di incontrare gli operai al Lingottto e prima di ascoltare le ragioni di una delegazione sindacale con il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, e i sindaci di Chieri e Riva di Chieri è stato un segnale politico importante come spiega Ugo Bolognesi della Fiom anche se «prendere tempo deve essere un mezzo per scongiurare il massacro sociale e non un fine». E Dario Basso della Uilm aggiunge: «Oggi abbiamo la certezza che il governo si è attivato». Linea condivisa anche dalla Fim Cisl che ricorda come l’obiettivo sia «salvaguardare l’occupazione». 

 

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Questo è l’obiettivo dei lavoratori Embraco che ieri hanno incassato il sostegno di Luigi Di Maio, candidato premier per il M5S e della sindaca di Torino, Chiara Appendino che li ha accolti a Palazzo Civico.  

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