La Regione ha bloccato le esternalizzazioni volute dai vertici del Casinò di St-Vincent

Ma l’amministratore unico Giulio Di Matteo dice di non sentirsi in discussione.

L’incontro tra proprietà, azienda e sindacati


Pubblicato il 13/01/2018
SAINT-VINCENT

La Regione tira il freno a mano sulle esternalizzazioni al Casinò. Dopo il plenum proprietà-azienda-sindacati riunitosi ieri a Palazzo regionale è arrivata la decisione di sospendere gli ultimi tre bandi di gara, compreso quello da 1 milione 350 mila euro per la «progettazione e realizzazione di eventi e gestione pubblicitaria per il rilancio del Casinò» aggiudicato alla De Vere Concept lo scorso 4 gennaio con lettera di incarico firmata dall'amministratore unico Giulio Di Matteo. Gli altri due bandi, ancora da aprire, sono quelli per la gestione delle slot e per l'allestimento del sistema che dovrebbe aprire al Casinò le porte del «gioco live», tv e online, settori centrali nelle strategie aziendali dipanate nel piano di rilancio che la gestione Di Matteo ha messo a punto nei mesi scorsi. 

 

La decisione di sospendere i bandi, ufficialmente, è di natura tecnica: «Il presidente della Regione - ha detto Di Matteo dopo l'incontro - ci ha invitati ad un esame degli schemi di contratto per verificarne la coerenza con il Disciplinare», cioè l'atto che regola i rapporti tra Regione e Casinò Spa. Laurent Viérin spiega: «Riteniamo corretto che le scelte, prima che diventino definitive, siano condivise. Stiamo parlando della formula di gestione della casa da gioco e prima di parlare di esternalizzazioni va verificato il dettato del Disciplinare». Il quale, all'articolo 4 tratta di «Affidamento di attività a terzi» e stabilisce che «Le attività di gioco devono essere esercitate direttamente da Casino s.p.a., che non può delegarle a terzi». «La Regione non ha alcuna intenzione di svendere parti di gioco» assicura Viérin. 

 

La sospensione dei bandi sulle esternalizzazioni è comunque una vittoria per i sindacati che, nei giorni scorsi, avevano espresso timori per quella che vedono come una privatizzazione strisciante paventando «il rischio di perdere il controllo sull'attività di gioco». Tuttavia i malumori restano. Per Giorgio Piacentini della Cisl non è sciolto il nodo «di una liquidità sempre traballante. L'azienda dovrà far fronte nei prossimi mesi agli esborsi per le liquidazioni dei dipendenti che stanno fuoriuscendo, una partita da 8-9 milioni di euro. I rapporti con gli istituti di credito ci risulta non siano idilliaci e se va avanti così a marzo le casse potrebbero essere vuote».  

 

«Per noi la gestione Di Matteo è fallimentare» commenta Claudio Albertinelli del Savt che prende atto con soddisfazione che «per i bandi è tutto sospeso» e aspetta al varco l'amministratore unico: «Una prossima riunione è stata convocata per il 23 gennaio, vedremo cosa ne uscirà». 

 

Giulio Di Matteo però tira dritto: «L'incontro con la proprietà e con i sindacati è stato positivissimo, un incontro di grande trasparenza. I dubbi dei sindacati sul mio operato? Non mi sento assolutamente messo "in forse"». L'ex presidente del Casinò di Campione d'Italia, nominato a Saint-Vincent lo scorso marzo su indicazione della giunta Marquis, scandisce: «Ritengo che la mia posizione non sia in discussione. Se la proprietà ha dei dubbi convochi l'assemblea dei soci e mi revochi». Il presidente Viérin, per il momento, non lo farà: «Abbiamo confermato l'attuale management e gli obiettivi di cui è portatore. Continueremo a verificare l'andamento del piano di rilancio, ognuno nel proprio ruolo e assumendosi ciascuno le proprie responsabilità».  

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi